Orwell 2016

Big-Bro

Pubblico l’intervento che dovrei fare questa sera ad Orwell 2016, ma che purtroppo sono impossibilitato a fare di persona

Buonasera a tutti, per prima cosa, voglio scusarmi per non essere presente di persona,
ma per cause di forza maggiore, non posso essere presente a questa veglia funebre…
No, non sono impazzito… Da buon marxista, parola che in Italia pare essere diventata
meritevole di vergogna, ritengo come lo Stato e Società siano una sovrastruttura
dell’Economia.

In particolare, sostengo come lo Stato Totalitario, sia frutto di particolari condizioni, un
trapasso traumatico e veloce tra economia agricola e industriale, incapace di creare una
borghesia consapevole ed efficace nella gestione della Res Publica, cosa che sospetto
manchi ancora in Italia, capaci di verificarsi solo in un dato periodo storico.

Orwell e gli altri distopisti, non hanno fatto nulla di più che portare all’eccesso, quasi a
renderlo un’idea platonica, lo Stato Totalitario: il fatto che appartenga al Passato, rende
inattuale l’essenza stessa del loro discorso.

Noi infatti, viviamo nell’idea del post: del post industriale, all’economia del concreto si
sostituisce quella del virtuale, pensiamo ad Uber, che rischia di essere la più grande
compagnia di taxi, senza possedere neppure un’automobile, ma soltanto lo strumento
di condivisione delle informazioni, della domanda e dell’offerta

Del Post Lavoro, con la progressiva sostituzione dell’Uomo con robot e IA, che
costringerà a ridefinire il nostro ruolo nella società e il concetto stesso di economia.

Del Post Moderno, che paradossalmente, e qui rendo omaggio al buon Eco, che ci ha
appena lasciato, sta spaventando con la pervasività della cultura pop, proprio chi
l’aveva teorizzato.

E del Post Umano, della Singolarità, che cambia il nostro modo di vedere noi stessi e il
Reale.

Una condizione totalmente diversa da quella vissuta da Orwell, con il suo duellare con il
Nazifascismo e lo Stalinismo: persino quello che sembra apparentemente il loro erede,
l’Islamismo fondamentalista, è in realtà ben diverso, per la dimensione trascendente,
invece che immanente dell’Ideologia e per essere condizionato da quella che Severino
definiva la dimensione nichilista della Teknè, unita con una tensione apocalittica e
millenaristica.

Persino le similitudini, tra mondo attuale e quello descritto da 1984, sono più apparenti
che reali: un’ala di un uccello può somigliare a quella di un pipistrello, ma di fatto sono
cose profondamente differenti.

Pensiamo all’idea del controllo pervasivo…. Permettemi, ahimè, un esempio da
ingegnere: forse non lo sapete, ma la maggior parte delle catene di abbigliamento o dei
supermercati, ha come access point wi-fi una particolare tecnologia, non faccio il nome
per non pubblicizzarla, che non solo traccia le informazioni quando si naviga, ma
sfruttando i pacchetti di keep alive emessi dai vostri smartphone, possono raccogliere
le informazioni non solo su quanto state nel negozio, ma su quanto sostate davanti a
uno scaffale con un determinato prodotto… E tutto ciò, viene utilizzato per fare
previsioni sui possibili acquisti, tramite Big Data.

Ha avuto quindi ragione Orwell ? In realtà no: trascurando il fatto che ogni algoritmo
usato nei Big Data, compreso quelli centrati sulle reti neurali o sulle reti baynesiane, non
fanno che proiettare sui dati grezzi pregiudizi, errori e paturnie dell’analista e del
committente, che non è detto che coincidano con la Realtà, vi è il problema che si
scontrano con la tendenza umana a mentire, in maniera più o meno consapevole…

Io posso fingere di essere interessato a un maglione blu, non perchè voglio comprarlo,
ma perchè semplicemente da quella posizione posso godere del bel fondoschiena di
una commessa…

E questo errore sistematico, non ci va vivere in un mondo di controlli stringenti, ma di
previsioni approssimate.

Lo stesso vale per la pubblicità: è forse una Neolingua, ma frammentaria e
contraddittoria, la cui instabilità non condiziona il mondo, come in Orwell, ma ne è
condizionata.

Per cui, Orwell è da buttare nella discarica della Storia ? No. In una veglia funebre, come
è questa, non importa i fatterelli, gli errori e i successi del defunto che si commemora,
ma la sua lezione di vita.

E quella di Orwell è fondamentale: perchè, pur cambiando le condizioni economiche e
sociali, ci sarà sempre chi abuserà del Potere, opprimendo chi è più debole,
ingannandolo e seducendolo, impedendogli di accedere pienamente ai suoi diritti.

E l’Intellettuale, lo scrittore, deve avere il coraggio di usare la penna come una spada,
per combatterli

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2 thoughts on “Orwell 2016

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