Bene Comune

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In questi giorni, sui giornali romani si è tanto parlato di Affittopoli: premesso che nell’inchiesta sono saltati fuori dei casi veramente scandalosi, però, in alcuni casi, specie nell’ambito delle sedi di associazioni culturali e sociali, si è fatto troppo qualunquismo e demagogia.

Per dimostrarlo, mi limito a citare un esempio concreto: un annetto fa, il Comune di Roma emise un bando dedicato alla locazione di locali di sua proprietà, destinati ad attività culturali.

Dato che all’Esquilino era emersa, ed è sempre presente, la necessità di una casa comune e condovisa per le numerose associazioni della zona, mi interessai al bando.

In particolare, ero interessato al lotto 1

Denominazione: Locale via Cattaneo
Localizzazione: accesso da via Cattaneo 22/B Municipio I
Superficie: mq 67.
Identificazione catastale: foglio 482 part.89 sub.1

Locale abbandonato da anni e che Il Tempo ha erroneamente attribuito ad Amnesty International, ennesima riprova della scarsa volontà del giornalismo romano a dedicarsi a verifiche sul campo.

Il canone di concessione mensile a mq era di 15,09, il che avrebbe portato a un totale di 1011,03 euro, inferiore al prezzo di mercato del rione.

Nel bando però era evidenziato

Il canone di concessione dei singoli Lotti proposti dal bando verrà computato sulla base del DPR n.138 del 1998, applicando i valori OMI concernenti l’area di localizzazione, con abbattimento dell’80% per le attività senza scopo di lucro e di rilievo culturale e sociale, qualora riconosciuto da Roma Capitale preventivamente alla stipula del contratto. Non è comunque possibile accordare tale riduzione ad Enti, Associazioni o altri soggetti giuridici che già usufruiscano di contributi annuali da parte di Roma Capitale.

Per cui, a valle di un valido progetto culturale, il canone mensile si sarebbe ridotto a 202 euro. In più, sempre citando dal bando

Su richiesta dell’assegnatario può inoltre essere accordato il canone di autorecupero qualora la concessione riguardi immobili in stato di particolare degrado, previo impegno ad eseguire, a propria cura e spese, i lavori di manutenzione straordinaria necessari per l’uso contrattualmente stabilito e previa valutazione della congruità delle opere e autorizzazione da parte dei competenti uffici di Roma Capitale che provvederanno alla successiva verifica dell’esecuzione.

I lavori di manutenzione straordinaria era assai limitati… Per cui alla fine, dalle stime che erano state fatte, il canone mensile sarebbe stato di 190 euro.

Per una serie di motivi, legati alle caratteristiche dello spazio, che lo rendevano poco adatto allo scopo che avevamo in mente, non abbiamo partecipato: ringrazio Dio di non averlo fatto, perchè senza imbrogliare, rispettando solo i termini del bando, mi sarei trovato esposto sui giornali a pubblico ludibrio.

Personalmente, conosco diverse associazioni culturali che si sono trovate messe alla gogna, con i giornalisti che si sono dimenticati di specificare che nel canone ridotto erano ammortizzati i costi di manutenzione straordinaria, che sarebbero altrimenti rimasti sulle spalle del Comune, che avrebbe avuto un alibi per non eseguire mai i lavori o si sono caricati il pagamento di debiti pregressi dei precedenti assegnatari del locale, le cui rate si vanno a sommare a quanto pagato, pur non apparendo queste cifre nelle tabelle dei giornali.

Ora, pur condividendo l’idea che il Campidoglio sia incapace di gestire il proprio patrimonio immobiliare e che ci sia nel calderone anche una grande percentuale di furbacchioni, rimane il fatto che molte delle associazioni culturali citate in Affittopoli erogano servizi che il Welfare non è capace di dare.

Per cui, è lecito che il Il Tempo e il Commissario Tronca abbiano in mente un modello Roma in cui negli spazi comunali ci siano più supermercati e meno ambulatori per malattie rare e per i barboni, però è altrettanto lecito non essere d’accordo.

E forse la vera rivoluzione di Roma è nel definire una nuova politica, più trasparente ed efficace, di gestione condivisa del bene comune, simile a quella sperimentata nell’Esquilino nella scuola Di Donato o presso Il Cielo Sopra L’Esquilino.

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