Singolarità quotidiana

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In ambito fantascientifico e futurologico, si parla spesso di singolarità, un punto, congetturato nello sviluppo di una civiltà, in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani.

Punto di rottura, che viene visto come qualcosa di improvviso e drammatico, come l’irrompere dell’inaspettato nel quotidiano. Sospetto invece che a causa dei tempi di diffusione delle tecnologie, simili a quelli descritti dalla curva di Volterra e per la resilienza della mente umana nei confronti dell’Ignoto, il processo sia molto più graduale.

E, a mio avviso, questo sia cominciato da quasi 13 anni; se dovessi usare una data simbolica, prenderei come riferimento il 19 ottobre 2003, quando Sanjay Ghemawat, Howard Gobioff e Shun-Tak Leung pubblicarono l’articolo The Google File System, in cui si mostrò come tutte le analisi teoriche sull’analisi di grandi mole di dati, strutturati e non strutturati, potevano avere un impatto concreto.

Tredici anni in cui la crescita esponenziale della potenza computazione, prevista dalle legge di Moore, è diventata percepibile nel quotidiano, permettendo l’implementazione di soluzioni industriali e user consumer dell’IA, magari non così spettacolari come Hal 9000, ma di sicuro più pervasive.

In cui i big data hanno cominciato ad avere un utilizzo commerciale e produttivo, in cui sta per diventare sempre più importante la diffusione dell’IoT e in cui, anche se in forme diverse da quelle ipotizzate da Gibson, il mondo virtuale ha cominciato a impattare su quello reale.

Trend che se quanto annunciato dalla Rigetti Computing sulla commercializzazione entro 12/18 mesi di computer quantistici general pourpose, rendendo così superato di colpo lo scenario descritto dal Premio Urania L’uomo a un grado kelvin di Schiavo Campo, potrà subire un’accellerazione notevole.

In ogni, anche se questo annuncio fosse un bluff, date le esperienze in cloud di IBM e della soluzione ibrida di D-Wave è probabile che tale diffusione sul mercato, possa avvenire entro il prossimo lustro.

Con che impatti ? Nonostante le narrazioni di noi scrittori di fantascienza, i computer quantistici non sono la panacea per tutti i problemi computazionali: ad esempio, nell’ambito dei banali calcoli aritmetici, questi non danno vantaggi.

Funzionano invece a meraviglia per classi di problemi particolari, legati alla probabilità e al calcolo combinatorio: per esempio quelli legati alla crittografia, con l’utilizzo dell’algoritmo di fattorizzazione di Shor, costringendo all’adozione pervasiva della crittografia quantistica, riconoscimento vocale e di immagini, come lo sta usando Google e nell’Intelligenza Artificiale applicata all’analisi predittiva.

Come ciò impatti nella vita di ogni giorno, è difficile a dirsi… Certo è, che i prossimi anni saranno tempi interessanti…

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2 thoughts on “Singolarità quotidiana

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