Quadriennalizzando…

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Mettiamola così, tutte le vado in un’importante evento d’Arte, sia questo la Biennale di Venezia, Art Basel o la Quadriennale, mi comporto come un bambino al luna park. Rido, faccio lo scemo, cerco di interagire il più possibile con le opere, beccandomi immensi cazziatoni dai custodi.

Perchè sono un animo semplice, che cerca di vivere con leggerezza ciò che appare a forza serioso, oppure, come dice mia moglie, perchè sono cretino…

Questo pomeriggio, andando al Palazzo dell’Esposizioni, come mio solito, mi sono fatto riconoscere… Evito però di soffermarmi sulle mie figure barbine, per concentrarmi sulle mie impressioni. Ho visto opere interessanti, divertenti, suggestive: forse ho avuto difficoltà a trovare un filo logico nel tutto, mi è sembrato che le scelte fossero un poco affastellate, come i fumetti nel mio sgabuzzino, senza un forte filo logico che unisse le varie sezioni…Ma  non è stato questo il difetto più grande che ho trovato…

Ciò che  mi ha lasciato perplesso è la percezione, opprimente e che mi seguiva ogni volta che entravo in una sala o scrutavo un’installazione, che il Tutto fosse più rivolto al Passato che al Presente.

Tranne un piccolo accenno alla digital art e le lamentele di maniera sull’alienazione prodotta dai social media, che si affianca a quelle tradizionali,  dirette alla televisione, se l’attuale Quadriennale si fosse svolta, quattro, otto o persino dodici anni fa, poco sarebbe cambiato nelle sue forme e nei suoi contenuti.

E questo mi spaventa tanto, visto che è l’ennesima testimonianza del fossilizzarsi culturale e intellettuale del nostro Paese.

L’altra cosa che ha preoccupato, è la perdita di una dimensione comunicativa e pop: questo non dipende dal fatto che le avanguardie di per sé, siano incomprensibili, basti pensare che i Futuristi, prendendosi anche quantità industriali di pernacchioni, non rimanevano racchiusi nella gallerie, ma affrontavano il pubblico nelle strade e nei teatri.

L’Arte non ci parla più, perché da una parte noi siamo più distratti e ignoranti, ancora mi sembra demenziale, ad esempio, che la borghesia bene dell’Esquilino sia scandalizzata da una mostra come Camerini, tutt’altro che provocatoria e innovativa, dall’altra che, per rispondere a specifiche e anche comprensibili esigenze economiche, lei è diventata  sempre più autoreferenziale.

Non parla più all’Uomo, ma agli addetti ai lavori, con citazioni sottili e colte, ma prive di universalità… Proprio per questo, per cercare di rompere nel mio piccolo questo circolo vizioso, ho fatto la scelta, forse sciocca e utopistica, di uscire dalle gallerie e riportare l’Arte in mezzo alla gente, con la Street art, con le Danze di Piazza Vittorio e AmArte….

Insomma, ridendo e scherzando, mi sono trasformato in curatore di (o da) strada 🙂

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One thought on “Quadriennalizzando…

  1. Pingback: Ilaria Meli | ilcantooscuro

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