Piazza Vittorio

sagid

Andrea Segrè, che non sapevo abitasse a Piazza Vittorio, ha scritto uno splendido articolo, che condivido in pieno, su cos’è il rione Esquilino e su cosa non dovrebbe diventare.

Come raccontato tante volte, ciò che è adesso, non è frutto di un’improvvisa disgrazia o di misteriosi complotti, ma di un processo economico e storico, causato dallo spopolamento del centro storico di Roma, che poteva portare alla gentrificazione totale o alla sua trasformazione in una banlieue, ma per un mix di casualità e per l’impegno costante di tanti cittadini, dubito che esista nell’Urbe una rete sociale tanto attiva quanto pervasiva, si è invece trasformato in una realtà, certo con tanti problemi, che in verità si trascinano da decenni, ma ricca di stimoli e di vitalità.

L’Esquilino è uno spazio urbano e un luogo mentale e culturale, dove in soli dieci metri puoi passare a fare due chiacchiere con er Cambogia e poi con il regista di culto, un cui in dieci giorni si organizza un busker festival di beneficenza sotto i portici e in mezza giornata, si chiude una strade per vedere assieme una partita.

Un mix di miseria e nobiltà, di saggezza e follia, che vivono accanto e si arricchiscono a vicenda, in cui le contraddizioni di Roma, città barocca e cialtrona, sacra e sensuale, paesana e universale, sono portate all’eccesso.

Una complessità vitale antitetica all’omologazione imbalsamata voluta dai radical chic, che nasconde la fame del Nulla dietro la parola decoro.

E così applaudo alle parole del buon Filippo D’Ascola, ingegnere e artista di strada

Piazza Vittorio è più sporca, povera, bistrattata di Monti che le sta accanto, allo stesso modo oggi Reggio è stata classificata ultima città italiana per qualità della vita.

E’ per questo che amo Piazza Vittorio come amo la mia città, perché capisco l’importanza di un indicatore come la sicurezza del lavoro, molto meno il fatto che la “qualità della vita” di una città, di una comunità, dipendano dal patrimonio familiare medio o dalla quota di export rispetto al PIL. A Monti e a Bolzano ci sarà la qualità, ma posso assicurare che a Reggio e a Piazza Vittorio abbiamo in abbondanza quella cosa che si chiama Vita.

 

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