Ma Fidel non c’era, era in cordigliera da mattina a sera

 

E’ difficile parlare di Fidel, perché di fatto, ne esistono tre, sovrapposti e tra loro contraddittori. Il primo, è il Fidel reale.

Il politico del Partito Ortodosso, il quale aveva un programma che si potrebbe chiamare peronista, che dopo il golpe di Batista, seguendo la tradizione latinoamericana, ben descritta da In Cent’Anni di Solitudine, si dedico allo sport locale della revolution.

Preso il potere, sempre seguendo le abitudini dell’area, instaurò un regime militare, cercando di applicare il principi del partito Ortodosso, cominciando a espropriare le proprietà delle principali compagnie statunitensi (la United Fruit in particolare), proponendo risarcimenti basati sulla valutazione fiscale delle proprietà, che per molti anni le stesse compagnie avevano fatto in modo di tenere artificialmente basse.

Cosa che fece arrabbiare alquanto i leader Repubblicani: quando Castro visitò la Casa Bianca, Eisenhower rifiutò di riceverlo, lasciando a Nixon la patata bollente di incontrarlo, per cercare di capire se Fidel fosse comunista e filo-sovietico.

Nixon, che nonostante le sue paranoie, scemo non era, giudicò Castro naif, poco formale, levantino, ma con cui si poteva trovare un compromesso accettabile: ma tra i repubblicani trionfò la linea dura… E per non fare la fine del predecessore, vista l’ostilità di Washington, si gettò dalla parte di Mosca, con lo scopo di farsi mantenere a sbafo.

Scelta furba e rischiosa, che ha trascinato Cuba in situazione, come la crisi dei Missili o l’Operaciòn Carlota, di cui L’Avana ne avrebbe a meno.

Il suo capolavoro fu dopo il 1989, quando crollata l’Unione Sovietica, Fidel aveva perso tutti i santi in Paradiso: ma la sua intelligenza politica gli permise di sopravvivere.Per cui abbiamo un dittatore sud americano, omofobo, creatore di un regime duro, ma meno sanguinario di tanti suoi vicini.

Il secondo Fidel è il riformatore: dal punto di vista economico, il modello cubano, un mix di stalinismo e assistenzialismo è stato fallimentare: d’altra parte, tranne l’eccezione, molto peculiare di Puerto Rico, che non fa testo, non è che nei Caraibi il capitalismo abbia ottenuto questi risultati encomiabili…

In compenso, i suoi risultati nel campo della sanità e dell’istruzione, sono di tutto rispetto… Anche se in termini di prostituzione non c’è molta differenza tra la Cuba di Fidel e quella di Batista, sicuramente in termini di degrado sociale, non c’è paragone con Haiti.

L’ultimo Fidel è quello costruito nell’Immaginario Pop: grazie alla sua capacità di gestire la sua immagine, è diventato una delle icone del Novecento, trasformando la sua esperienza in un sogno di speranza e vita di migliore, ben diverso dalla realtà concreta dei fatti…

Ma alla fine, solo le Storie sopravvivono al Tempo..

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2 thoughts on “Ma Fidel non c’era, era in cordigliera da mattina a sera

  1. Pingback: Castro e Franco | ilcantooscuro

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