Il ritorno del troll

troll

Come qualcuno ricorda, ogni tanto mi tocca questionare con il mio troll, il cui modus operandi, detto fra noi, è assai monotono.

Si crea la sua identità, assumendo nomi, parentele e lavori altisonanti, forse per sfogare la frustrazione del suo quotidiano, dimenticando che in questo modo, rinunciando all’anonimato, è assai più semplice da individuare.

Si infila nei vari gruppi di storia, per qualche tempo si trattiene, poi non può fare a meno di mostrare la sua saccenza e di infilarsi in polemiche inutili, in cui spesso da fondo al suo immaginario “lei non sa chi sono io”…

Alla fine, se viene ignorato, si arrabbia ancora di più e comincia a cercarsele: questa volta, si è fatto beccare per avere insultato pesantemente i sostenitori del sì al referendum… Poi, preso in castagna, comincia ad accampare scuse improbabili per giustificare le sue balle e anche per questioni in cui io non c’entro, mi tira sempre in mezzo, dandomi del bugiardo…

E ogni volta mi pongo sempre le solite domande, a cui non riesco a trovare risposta: perchè spreca tanto tempo ed energie in questa attività, che tra l’altro, visto che viene sempre individuato, fa pure male e perchè ce l’abbia tanto con il sottoscritto, che, detto fra noi, nella vita ha tutt’altre cose a cui pensare, che tarpargli le ali, come brontola nel suo vittimismo..

 

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One thought on “Il ritorno del troll

  1. Pingback: I limiti di Facebook | ilcantooscuro

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