Il vuoto dentro

saluti

Ci sono momenti in cui si scrive non per essere letti, ma soltanto per sfogarsi. Oggi è uno di questi… Stamattina ho saputo che un mio zio è morto per di un incidente assurdo.

E’ difficile dire cosa si prova: incredulità, poi dolore e la malinconia un’infinità di ricordi dei tanti momenti belli vissuti assieme, delle gioie condivise, delle chiacchierate…

E ti senti perso, in caledoscopio di sensazioni… Non sono così credente da immaginare un’ aldilà come quello che raccontano i preti…

Però, come diceva Matthew Cable,

Ma i sogni non si possono uccidere. Non del tutto.
Voglio dire, la disperazione è quel che fa seguito alla speranza, ma la speranza rimane, giusto?

E la mia speranza è che ci sia qualcosa, in cui i dolori e le angosce della vita siano leniti, gli errori perdonati e riconosciuto quanto di buono ognuno a compiuto.

Da scrittore, mi voglio immaginare mio zio ritrovarsi davanti alle Death di Sandman, che gli porge la mano.

Lui se la guarda con un’espressione perplessa, uscendosene con

“Tu chi sei ?”

E lei, con il suo sorriso, rispondergli

“L’ultima amica di tutti”.

E vederli chiacchierare con amicizia, con lei che lo consola della sua vita, dicendo i giorni di ogni uomo debbano essere giudicati, non da quanto raccolto, ma da quanto seminato… E mio zio, grazie al cielo, ha seminato parecchio, nelle vite di tutti noi che gli vogliamo bene

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