Carlo Conti

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Una mia appassionata lettrice, parlando di Andrea Conti, ha scritto una frase che mi ha fatto molto piacere

Sai, a volte ho difficoltà a credere che non sia esistito…

Questo non perché la mia narrativa sia realistica, anzi, ma forse per il mio lavoro di approfondimento psicologico dei miei personaggi, tutt’altro che monolitici e perfetti o per il loro background..

Su quest’ultimo punto, però, mi aiuta molto la storia della famiglia Conti, ricca di uomini e donne che è un eufemismo definire sopra le righe.. Uno di questo è stato il Cardinale Carlo Conti.

Carlo, cominciò la sua carriera come refendario nel Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, per poi finire vescovo ad Ancona, dove si mostrò un prelato migliore della media dell’epoca, fondando a esempio una scuola gratuita per i poveri e un “conservatorio per le penitenti”, cioè una casa di accoglienza per le ex-prostitute, favorendo l’istituzione di un Monte di pietà; si dimostrò tollerante nei confronti della comunità ebraica e, con soddisfazione dei papa, applicò una politica fiscale e amministrativa che permise un boom delle attività commerciali del porto della città.

Questi successi lanciarono Carlo nella carriera diplomatica, gestendo le questione dell’eredità di Ferrara, cosa che lo portò in contatto con Rodolfo II, che lo contagiò con le sue passioni dell’Alchimia e dell’Astronomia

Dopo aver svolto compito di vicegovernatore di Avignone, divenne Cardinale e in quell’occasione, oltre a farsi costruire a Poli la villa chiamata Ierocomion, entrò in contatto sia con Oddo V marchese di Pietraforte, papà del Marchese di Palombara, sia con Galileo Galilei, che nel 1610 gli donò una copia del Sidereus nuncius.

Nel 1612, sempre Galilei, spedendo a Carlo una copia del suo trattato sul peso specifico dei corpi, gli chiese indicazioni sulla fatto che la Bibbia fosse compatibile esclusivamente con la fisica e cosmologia aristotelica.

Il Cardinal Conti rispose di no, anzi espresse argomenti a favore della compatibilità tra ipotesi copernicana e Sacre Scritture.

Il paradosso è nel 1613 Carlo Conti cominciò ad attaccare Galilei da “sinistra”, ritenendo lo scienziato troppo cauto sulla questione dell’infinità dell’Universo, il Cardinale infatti, riteneva validi i ragionamenti di Cusano, ed esprimendo dubbi sulla correttezza del modello copernicano.

Il Cardinale, avendo letto l’ Astronomia nova di Keplero, riteneva , a differenza di Galilei, che le orbite dei pianeti potessero essere ellittiche.

Sarebbe stato interessante vedere la posizione di Carlo Conti nei confronti di Bellarmino e dei domenicani, con cui aveva già polemizzato di brutto negli anni precedenti: ma purtroppo per Galilei, il cardinale astronomo morì il 3 dicembre del 1615.

Alla sua morte fu dapprima sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina e successivamente la salma fu traslata a Poli, per essere sepolta nel presbiterio della chiesa di Santo Stefano…

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