Perché Navi Grigie

 

Navi Grigie, nella mia produzione, è un’eccezione: non appartiene al mio solito steampunk e forse neppure alla fantascienza classica. E’ un mix, un poco folle, di temi e spunti provenienti dal cyberpunk, dalla fantascienza post-apocalittica e dallo sword and sorcery.

Qualcuno lo chiamerebbe un romanzo connettivista, ma se proprio dovessi darvi una definizione, è lo specchio della realtà che vivo ogni giorno, con tante culture che si confrontano, le cui paturnie sono smitizzate dal disincanto romano, che con la grossa risata, ne evidenzia le follie su cui si basano.

Perchè l’Esquilino è sia specchio nel mondo, con le sue contraddizioni, e laboratorio del futuro… Ora non è un paradiso, perchè condivide e porta all’eccesso molti problemi dell’Urbe, che esistevano a Piazza Vittorio ben prima dell’arrivo degli immigrati, ma neppure un inferno, come dicono i suoi detrattori…

L’integrazione, che è una questione di individui, non di popoli non sarà perfetta, ma quanto vorrei che si lamenta per partito preso potesse trascorrere un paio di mesi in alcune periferie francesi o inglesi.

Contraddizioni, limiti e punti di forza che si sono visti ieri, nel Capodanno Cinese e che rappresentano una ricchezza, da amare e preservare per il futuro…

E forse Navi Grigie non è che il tentativo di narrare tutto ciò

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