Politica e Singolarità Tecnologica

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Parlare della relazione tra Politica e Singolarità Tecnologica, può sembrare a prima vista una contraddizione in termini: se è la Singolarità il momento in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani, allora è fuori dell’ambito della gestione della Polis, il cui fondamento, la cooperazione tra cittadini, è basata proprio su tali capacità, sia a livello di singolo, sia a livello di collettività.

Inoltre, proprio per la natura caotica delle relazioni sociali, a regime tutti gli effetti delle decisioni prese saranno vincolate all’attrattore strano del sistema, il cui comportamento globale tenderà a essere invariante.

In questo ragionamento, per vi è un baco: il transitorio, in cui il cambio di paradigma tecnologico ridefinisce le relazioni sociali, deve essere gestito al meglio dalla Politica, con decisioni, per forza reattive e non proattive, che devono per rafforzare la resilienza della Polis.

Insomma, per dirla alla Keynes, dato che nel lungo periodo saremo tutto morti, dobbiamo interessarci all’immediato, affrontando le sfide che sorgono ogni giorno…

Per fare questo, bisogna vincere l’inerzia culturale, che impedisce di prendere consapevolezza dei cambiamenti; per cui, discutere del cambiamento, anche se ipotetico e prematuro, è il tentivo di evitare la fine della nottola di Minerva

Cos’è il “lungo periodo”?

Keynes blog

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Negli articoli che trattano temi economici si legge spesso di “breve” e di “lungo periodo”. Nonostante le due espressioni richiamino il trascorrere del tempo, non si tratta di due precise durate temporali. Approcci diversi sulla definizione di lungo periodo portano a conclusioni anche diametralmente opposte sui sistemi economici.

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Inutili consigli di scrittura

Simone Ghelli

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Il fatto è che un testo, la sua porzione minima e iniziale, devi guardarla e riguardarla finché non ti traballano gli occhi. E’ in quel momento lì che nasce la frase esatta, la frattura che attraversa e tiene insieme il corpo della storia.
Rischia di addormentarti, non aver paura del sonno. Al risveglio troverai qualcosa di nuovo, il lavoro di un altro. Chi è che scrive?

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«Gholov»: Hanieh Eshtehardi ci racconta la bellezza dell’Iran contemporaneo nella miniatura persiana del XVII secolo

All’interno di questa intervista  Hanieh Eshtehardi ci racconta il suo ultimo progetto, intitolato «Gholov». Sulla medesima tela l’artista iraniana pone a confronto i canoni di bellezza del proprio Paese a distanza di quattro secoli: come un bravo chirurgo Hanieh Eshtehardi  modella sui corpi armoniosi e stilizzati della Persia safavide (1500-700) volti truccati, nasi finti e altri elementi della moda dell’Iran contemporaneo.

img_3874-19-01-17-11-01 Hanieh Eshtehardi, Ph. Jorge Tannous Georges

Hanieh Eshtehardi, artista iraniana di 31 anni. Ha frequentato l’Accademia Albertina di Torino. Nel 2016 ha esposto al MAU (Museo d’arte Urbano) di Torino e alla Biennale del Piemonte con il Professore Edoardo Di Mauro. 

Per maggiori informazioni contattare l’artista all’indirizzo: hanyball85@yahoo.com

Intervista a cura di Luca Greco

Ph. Jorge Tannous Georges

Hanieh, come nasce l’idea di porre a confronto all’interno di «Gholov» canoni di bellezza appartenenti a due realtà storiche così lontane tra loro, come quello espresso dalla…

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Le difficoltà dei piccoli editori in Italia, la narrativa di genere e i talenti italiani: Intervista a CUT UP Publishing

KippleBlog

L'editore di CUT-UP, Fabio Nardini L’editore di CUT-UP, Fabio Nardini

Diamo il benvenuto a CUT UP Publishing e al suo fondatore, Fabio Nardini, per la prima volta ospite delle pagine virtuali di Kipple Officina Libraria. Prima di tutto vi andrebbe di presentarvi?

Molto semplicemente: siamo una casa editrice, pubblichiamo e proponiamo ai lettori i nostri libri, frutto di una collaborazione intensa tra editore e autore. Non siamo editori a pagamento, crediamo nel valore del libro e ci puntiamo, rischiando del nostro. Certo le scelte sono sempre soggettive, discutibili e rivedibili; ma crediamo nella qualità del prodotto, che curiamo in tutti i suoi aspetti, dalla grafica alla correzione delle bozze, dalla promozione alla distribuzione.

Come nasce CUT UP Publishing?

La casa editrice nasce nel 1999, da un progetto editoriale legato alla rivista Cut-Up Magazine dell’immaginario (ne sono usciti cinque numeri tra il 2000 e il 2005). Erano coinvolti oltre a me anche Andrea Campanella e Annamaria…

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Tradizionale benedizione degli animali presso la chiesa di S. Eusebio. Il programma di sabato 21 e domenica 22 gennaio 2017

Galleria

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Sabato 21 9:00 Piazza Vittorio – Mercatino di prodotti agroalimentari ed artigianali 10:30 Incontro della Commissione scientifica del Concorso con le scuole del territorio su “Ricerca, riflessioni e proposte sull’ecologia integrale” 15:30 Giardini di…

Carlo Conti

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Una mia appassionata lettrice, parlando di Andrea Conti, ha scritto una frase che mi ha fatto molto piacere

Sai, a volte ho difficoltà a credere che non sia esistito…

Questo non perché la mia narrativa sia realistica, anzi, ma forse per il mio lavoro di approfondimento psicologico dei miei personaggi, tutt’altro che monolitici e perfetti o per il loro background..

Su quest’ultimo punto, però, mi aiuta molto la storia della famiglia Conti, ricca di uomini e donne che è un eufemismo definire sopra le righe.. Uno di questo è stato il Cardinale Carlo Conti.

Carlo, cominciò la sua carriera come refendario nel Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, per poi finire vescovo ad Ancona, dove si mostrò un prelato migliore della media dell’epoca, fondando a esempio una scuola gratuita per i poveri e un “conservatorio per le penitenti”, cioè una casa di accoglienza per le ex-prostitute, favorendo l’istituzione di un Monte di pietà; si dimostrò tollerante nei confronti della comunità ebraica e, con soddisfazione dei papa, applicò una politica fiscale e amministrativa che permise un boom delle attività commerciali del porto della città.

Questi successi lanciarono Carlo nella carriera diplomatica, gestendo le questione dell’eredità di Ferrara, cosa che lo portò in contatto con Rodolfo II, che lo contagiò con le sue passioni dell’Alchimia e dell’Astronomia

Dopo aver svolto compito di vicegovernatore di Avignone, divenne Cardinale e in quell’occasione, oltre a farsi costruire a Poli la villa chiamata Ierocomion, entrò in contatto sia con Oddo V marchese di Pietraforte, papà del Marchese di Palombara, sia con Galileo Galilei, che nel 1610 gli donò una copia del Sidereus nuncius.

Nel 1612, sempre Galilei, spedendo a Carlo una copia del suo trattato sul peso specifico dei corpi, gli chiese indicazioni sulla fatto che la Bibbia fosse compatibile esclusivamente con la fisica e cosmologia aristotelica.

Il Cardinal Conti rispose di no, anzi espresse argomenti a favore della compatibilità tra ipotesi copernicana e Sacre Scritture.

Il paradosso è nel 1613 Carlo Conti cominciò ad attaccare Galilei da “sinistra”, ritenendo lo scienziato troppo cauto sulla questione dell’infinità dell’Universo, il Cardinale infatti, riteneva validi i ragionamenti di Cusano, ed esprimendo dubbi sulla correttezza del modello copernicano.

Il Cardinale, avendo letto l’ Astronomia nova di Keplero, riteneva , a differenza di Galilei, che le orbite dei pianeti potessero essere ellittiche.

Sarebbe stato interessante vedere la posizione di Carlo Conti nei confronti di Bellarmino e dei domenicani, con cui aveva già polemizzato di brutto negli anni precedenti: ma purtroppo per Galilei, il cardinale astronomo morì il 3 dicembre del 1615.

Alla sua morte fu dapprima sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina e successivamente la salma fu traslata a Poli, per essere sepolta nel presbiterio della chiesa di Santo Stefano…