Evoluzione dei miti ?

propp

Su Le Scienze di questo mese, è apparso un articolo del ricercatore francese Julien d’Huy, intitolato L’evoluzioni dei miti, il cui abstract così recita

Da tempo gli studiosi si chiedono perché le storie mitiche che affiorano in culture ampiamente separate nel tempo e nello spazio siano tanto simili tra loro. Nuovi modelli di ricerca sfruttano strumenti concettuali e statistici tratti dalla biologia evoluzionistica per sbrogliare la storia dei miti. Gli alberi filogenetici rivelano che le «specie» dei miti evolvono lentamente, in parallelo con le migrazioni di massa degli esseri umani fuori dall’Africa e nel mondo intero. Recenti studi danno elementi utili a ricostruire le origini preistoriche di alcuni miti e le migrazioni di gruppi umani eurasiatici verso il Nord America, più di 15.000 anni fa

In pratica, d’Huy, confrontando le varie versioni dei miti di Callisto e di Polifemo, cerca di definirne una linea evolutiva, collegandola alle migrazioni delle popolazioni nel Paleolitico e la ricostruzione del presunto mito ancestrale dei primi sapiens.

Ricerca simile a quella compiute in ambito linguistico o per esempio, da Victor Grauer in Musica dal Profondo, che si basa su un approccio assai simile, riconducibile ai seguenti passi

  1. Generalizzazione del metodo comparativo;
  2. L’associazione dei presunti risultati con le ricerche di Cavalli Sforza;
  3. Tentativo di ricostruire la cultura archetipa, che spesso rispecchia i pregiudizi culturali sul Buon Selvaggio.

Approccio che in dei casi può portare ad esiti interessanti, ma che nel caso specifico di Julien d’Huy, però, mi pare assai forzato.

Il buon Propp ha mostrato da decenni come la narrativa sia basata su una serie di meme, che sono strutturati secondo strutture fisse, che rispecchiano delle sequenze markoviane, simili a quelle usa Google; queste sequenze, dato che nella versione più semplice si ritrovano nei canti degli uccelli e nelle comunicazioni usate dai mammiferi, sono probabilmente un effetto collaterale dell’evoluzione biologica, che come mia nonna non butta nulla, ma si arrangia a riutilizzare in maniera differente quello che trova in dispensa.

Per cui, è probabile che tutti i popoli della terra raccontano cose simili non perché in origine vi fosse un corpus di miti di una tribù ancestrale, ma più semplicemente perché tutti noi umani utilizziamo il cervello nello stesso modo..

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2 thoughts on “Evoluzione dei miti ?

  1. forse sono vere entrambe le supposizioni: si raccontano gli stessi flussi narrativi perché l’origine è unica, e si sviluppano così perché a pensarli sono gli umani, standard nel loro cerebro.

  2. Pingback: Il filtro della Singolarità | ilcantooscuro

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