Tentativi di scrivere intorno alla follia /2

S/G

pualkleeIn questi estratti la follia diventa presupposto per ragionare intorno al potere dello sguardo (in questo caso clinico) e ai rapporti di forza in cui viene preso il paziente, il cui corpo è il prodotto visibile della disciplina che è costretto a subire.

Leo spinge il pesante portone con entrambe le mani, rischiando per l’ennesima volta d’inciampare.
Il mezzo busto in gesso bianco di San Niccolò lo guarda da lontano, con un angolo d’inclinazione che spinge pericolosamente il baricentro del manufatto nel vuoto, al di là della rientranza che lo ospita sotto il piccolo arco.
Sbuffa, biascica qualcosa puntando il dito contro il santo. Si sbilancia nell’invettiva, costretto ad appoggiarsi alla parete alla sua destra per non cadere di nuovo. La mano tocca quelle incisioni su marmo che non ha mai saputo decifrare, poi torna a massaggiarsi la piccola testa.

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