Retoriche

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Per approfondire il discorso del video con cui la Sindaca Raggi ha propagandato la sua visita all’Esquilino, mi sono una breve chiacchierata con il solito Alan S. Cooper

Ciao Alan, non è strano che una sindaca del movimento 5 stelle, che si è caratterizzato sempre come web-centrico, utilizzi per avere un visibilità, un linguaggio vecchio, da cinegiornale Luce ?

Ciao caro, partiamo da un assunto: nella propaganda politica, come nel marketing, la scelta del linguaggio e del media da utilizzare dipende da due fattori. Il primo è l’obiettivo che si è posto chi tenta di comunicare. Il secondo, dal pubblico che dovrebbe essere recettivo.

Ora l’obiettivo della Raggi è semplice: arginare la perdita di consenso che la sta affliggendo in questi mesi. Essendo il Movimento 5Stelle, per citare un brano della tesi magistrale della dott.ssa Matteucci, lavoro che consiglio di leggere a tutti,

Non un “movimento dal basso” quindi, ma un vero e proprio progetto di web-marketing e comunicazione studiato a tavolino e con ben definiti obiettivi e caratteristiche mutuate da esperienze già attive e realizzate. Le tecniche usate dal partito di Grillo sono le stesse del marketing applicate a prodotti non materiali ma, come in questo caso, a opinioni e alla formazione di “consumatori-utenti” di un progetto politico.

Tecniche, come dimostrato da Trump negli Usa, che funzionano bene quando il prodotto è in un trend di crescita; quando invece si ha necessità di un rilancio e di consolidamento, il web, parlando a un’opinione pubblica già polarizzata, in positivo o in negativo, si deve cambiare media, per parlare a un nuovo pubblico, un green field da convincere.

E quale sarebbe questo pubblico ?

Se ci pensi, l’Esquilino è di fatto una zona di roma “degrillinizzata”. Questo perché da una parte, in termini di reddito, di scolarizzazione e di età media il profiling dell’elettore non coincide con quello del votante Cinque Stelle, sia perché, nel rione, lo spazio di cittadini attivi, il suo principale polmone di consensi, ossia i cittadini che si dedicano al sociale e a una gestione partecipata, è stato occupato da altre realtà politiche.

Per cui, per tentare di guadagnare consensi, ha dovuto rivolgersi a un cittadino non partecipativo, accentuando, nella propaganda, la dimensione populista.

Dici ?

Se ci pensi, nel video della Raggi, questo trionfa: nel rifiuto della modernità e della complessità, nella semplificazione del discorso visivo e narrativo, nello sfuggire qualsiasi soluzione non centrata sull’esclusione del diverso e dell’alieno.

Un discorso molto simile a quello della parte più retriva della Destra Sociale romana

Con cui vi sono forti comunanze culturali… Il vero problema è che questa Weltanschauung, come è stato già dimostrato in passato, è totalmente inadeguata nella gestione di una città-mondo come Roma e che, se non sostenuta da una forte etica, spesso tende a degenerare in una sorta di clientelismo amorale, dedicato al saccheggio dei beni comuni..

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