Sfratto alla Cultura

cielo-azzurro

Storicamente, la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Roma è stata, per lo meno, superficiale: da una parte, vi è sempre stata un’oggettiva difficoltà a tenere traccia delle proprietà e dei contratti d’affitto, dall’altra vi è sempre stata una quota parte di furbetti, che hanno approfittato senza ritegno del caos imperante.

Furbetti che sono diventati però l’alibi per un’operazione di desertificazione culturale e sociale dell’Urbe, cominciata dal commissario Tronca e proseguita con grande entusiasmo dall’attuale amministrazione grillina.

Tutto è cominciato quando, circa un annetto fa, Il Tempo, per vendere qualche copia in più, assecondando la demagogia del romano medio e le aspirazioni degli immobiliaristi romani, con molta superficialità e parecchia disinformazione, lanciò la campagna contro i beni comuni.

Campagna che si ripeteva ciclicamente, ma che stavolta trovò sponda dalla necessità da parte del Campidoglio di fare cassa, che cominciò a richiedere gli affitti arretrati calcolati sui prezzi di mercato, senza considerare quanto scritto nei suoi stessi bandi di assegnazione, ossia la scontistica legata l’utilità sociale dei progetti e il rimborso spese sostenute dalle onlus per le ristrutturazioni dei locali comunali.

L’Esquilino, con la chiusura di uno dei suoi principali spazi culturali, fu tra le prime vittime; grazie al cielo, sia grazie alla rete sociale, siamo riusciti a metterci una pezza, continuando in qualche modo con i progetti già iniziati, ma in altre zone di Roma sono stati meno fortunati.

Si sperava, anche per le sue dichiarazioni in campagna elettorale, che con la sindaca Raggi questo andazzo terminasse; invece, come testimoniano le recenti vicende, il fenomeno si è addirittura accentuato.

Forse, vi è anche un motivo ideologico: perché non vi è nulla di più pericoloso, per un sottile totalitarismo strisciante, che vuole ridurre i cittadini a passivi consumatori di slogan, del pluralismo culturale, che contrappone alla parodia virtuale della partecipazione l’impegno concreto nel cambiare il Mondo nel Concreto

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One thought on “Sfratto alla Cultura

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