Chiacchiere sull’Esquilino

 

Qualche settimana fa, il mio editore, tra il serio e il faceto, il mio editore preferito se ne uscì con un

“Perché non butti giù un saggio sull’Esquilino, sistemando i vari post sul tema che scrivi sul blog ?”

Il che sarebbe una bellissima cosa, se avessi tempo e testa… Ma dato che ahimè mancano entrambi, mi limito alle mie chiacchiere svagate…

La prima riguardano le foto che accompagnano il mio post, che strano a dirsi, non riguardano i Portici di Piazza Vittorio, ma quelli di Torino. Le ha scattate una mia amica curatrice, che collabora con MAU, il Museo di Arte Urbana.

Il MAU, per chi non lo conoscesse, è stata forse la prima esperienza in Italia di riqualificazione urbana, centrata sulla partecipazione dei cittadini e sulla diffusione pervasiva dell’Arte. E come Borgo Vecchio a Palermo, gode della peculiarità di essere il gemello temporale e architettonico del rione Esquilino.

Insomma, un modello per come si potrebbe riqualificare il Rione, se le istituzioni e parte dei cittadini vi credessero…

Ora, per tornare alle foto, non vogliono essere un invito al “Mal comune, mezzo gaudio”, ma fare riflettere sul come troppi piagnistei e discorsi complottistici che appestano i gruppi Facebook dedicati all’Esquilino siano infondati.. Problemi complessi e traversali di povertà e marginalità sociale, legati alla crisi, all’immigrazione e al collasso del nostro welfare, sono al di là della portata dei singolo municipi e di certo non possono essere risolti con sparate sui social media o come spesso accade, nel considerare i barboni non come persone con difficoltà, ma questioni di nettezza urbana…

La seconda è la questione erogazione dell’acqua da parte dell’Acea, che, grazie a Dio, ho già troppo penato per i problemi che l’Italgas ha provocato alla mia caldaia, non mi tocca direttamente, abitando al piano terra.

Però, sono mesi, se non anni, che sento le lamentele dei miei amici che abitano negli ultimi piani di via Principe Amedeo, sul fatto che regolarmente, mattina preso e intorno a mezzanotte, manchi l’acqua.

Sinceramente, data la massiva presenza di b&b e lo stato delle tubature del palazzo, che sospetto che non siano state soggette da un secolo a manutenzione, pensavo che il problema fosse limitato…

Invece, pare non sia così… A via Napoleone III, a via Giolitti, dove molti si sono organizzati con autoclavi, a via Turati, dove i condomini sono così esasperati da procedere con una denuncia, a via Principe Eugenio, la mancanza d’acqua è diffusa è pervasiva…

E tutti si scontrano con un muro di gomma da parte dell’Acea… Ora, si badi bene, non do la colpa alla Raggi, ma che diavolo bisogna fare per convincere la partecipata del Comune aumentare la pressione dell’acqua ? Far fioccare denunce  ? O protestare per strada ?

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