Ritorno al futuro

Logo

Questo pomeriggio. per documentarmi su una tecnologia che ritenevo potesse essermi utile per un paio di progetti innovativi, mi sono recato a un corso organizzato da un fornitore, che, a dire il vero, conoscevo solo di fama..

Appena ci sediamo, dopo il caffè, con tutti gli onori viene presentata la star della serata: il caporedattore di una rivista poco conosciuta e ancor meno stimata del mio settore professionale, il quale, assunta un’aria dottorale e supponente, ha cominciato a snocciolare dati tratti da l’Osservatorio Cloud & ICT as a Service che citando la sua roboante descrizione

L’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, giunto alla sesta edizione, si pone l’obiettivo di analizzare e spiegare il fenomeno Cloud, stimandone entità e trend e facendo chiarezza sui percorsi di evoluzione IT verso il Cloud e sui modelli architetturali abilitanti, studiando gli impatti sul business delle aziende e sui modelli di filiera ICT, con il fine ultimo di evidenziare come il Cloud possa offrire risposte per innovare le imprese e rilanciare il Paese. L’Osservatorio intende affiancare i CIO ed Executive di linee di business nel processo di evoluzione della gestione e dello sviluppo delle applicazioni e infrastrutture ICT generato dalla diffusione dei nuovi modelli di offerta ICT e costituire un punto di riferimento per lo sviluppo della cultura dell’innovazione dei modelli di offerta ICT, favorendo l’incontro e lo sviluppo di una community tra domanda e offerta di tecnologie ICT.

Grandi ambizioni, supportate da partner importanti, ma che forse non rappresentato il top dell’offerta cloud in Italia

Dati che mi lasciano perplesso e che mi sbattono sul muso problematiche che affrontavo un lustro fa, ignorando invece quelle del Presente, le paturnie dei clienti con cui mi confronto ogni giorni, da quello che vuole tutto su Openstack o a quello che si è preso una cotta per Nutanix e quelle del futuro più o meno prossimo, dal boom dell’IoT e dei Sistemi Intelligenti a quella rivoluzione copernicana che sarà introdotta dai computer quantistici.

Mi verrebbe da alzarmi, per dargli dell’idiota.. Poi mi guardo intorno: mi rendo conto di come il pubblico sia rappresentato da rappresentanti di PMI: i dati che l’espertone ripete a macchinetta non sono basati sulle esperienze dei top player del mercato, ma sulle loro…

Il che da un’idea  di due mondi differenti, il che giustifica la mia sensazione di ritorno al futuro: è il gap digitale che si è creato tra la grande e piccola industria italiana. E la vera sfida dell’Industria 4.0, al di là della retorica renziana.

P.S. ovviamente, come nelle 10 release precedenti del loro prodotto, il fornitore che ha organizzato il corso si è ben guardato dall’affrontare il problema tecnologico che dovevo affrontare… Il che temo che tra qualche anno, nonostante i proclami trionfalistici del loro AD, potrà portare alla perdita di parecchie quote di mercato..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...