Arte di Strada

Ieri mattina, dopo aver sghignazzato per ore dinanzi alla nuova idea di Coia, l’amico dei mutandari, per risolvere l’annosa questione dei pittori di strada romani, forse frutto della visione di troppi talent show, mi trovo all’improvviso davanti la notizia del divieto nel I Municipio dell’Arte di Strada.

Notizia che si diffonde rapidamente tra molti miei amici, tra lo sconcerto generale: tra chi invita alla disobbedienza civile e chi organizza flash mob di protesta, anche sopra le righe (detto fra noi, se la Sora Buggia prendesse a fucilate un centinaio di percussionisti impegnati a improvvisare alle tre di notte una performance sotto casa sua, avrebbe tutta la mia solidarietà), ho deciso di capirne di più, prima di scrivere boiate.

Ora, per prima cosa, l’atto votato dal Primo Municipio non è una delibera di giunta, ma una mozione in cui si, cito testualmente si

Impegna la Presidente e l’Assessore competente a trasmettere agli uffici municipali competenti, al Comando della Polizia Locale e all’Assessorato alle Politiche Culturali, il seguente elenco di Vie e Piazze in cui è inibita l’attività di artisti di strada

e

Impegna inoltre la Presidente e l’Assessore competente a trasmettere agli uffici competenti la richiesta di inibire al rilascio di autorizzazione per artisti di strada in Piazza di Pietra compatibilmente con la normativa vigente, visti i numerosi esposti in Procura ed esiguità degli spazi.

ossia, a meno di successive decisioni,  nell’immediato non dovrebbe cambiare nulla. Però, tirato il sospiro di sollievo, mi permetto alcune considerazioni, sia di ordine pratico, sia di ordine teorico.

La prima considerazione è legata all’impressione che si abbia una conoscenza vaga del tema: cito la dichiarazione alla stampa di una delle promotrici della mozione, che afferma

Servirebbe un regolamento più restrittivo che bilanci gli interessi di tutte le parti. Tutte le città europee hanno una sorta di albo a numero chiuso per gli artisti di strada e sono vietati ovunque gli amplificatori e gli strumenti impattanti.

Dichiarazione inesatta… Questo registro già esiste; inoltre la parti delle Delibera n.24 del 12 Aprile 2012 in cui si vietavano gli amplificatori e gli strumenti impattanti sono state annullate da una sentenza del TAR del Lazio, sentenza di cui però ignoro le motivazioni, ma che dato che sembra non ci sia stato nessun ricorso al Consiglio di Stato, immagino siano sensate.

La seconda considerazione è nella vaghezza dell’ambito. Citando Le Danze di Piazza Vittorio

Bisogna capire qual’è la definizione esatta di “artista di strada”, mi spego, se io canto a squarciagola sotto le finestre di qualcuno a quest’ora di notte, quelli sono comunque schiamazzi notturni, ma se lo faccio alle cinque del pomeriggio a Via Condotti SENZA chiedere soldi, fare cappello, anche senza essere iscritto nelle liste degli artisti di strada ma come normale cittadino, sono in qualche modo considerato nella mozione?

Ossia le attività di volontariato e di animazione, come le Mazurke Clandestine o i flash mob, sono considerabili nell’ambito delle attività che il Consiglio Municipale invita a vietare ?

Terza considerazione, riguarda l’elenco delle strade che si vorrebbero vietare all’Arte… Sempre citando la delibera

“Largo Goldoni; Via Condotti; Via Frattina; Via dei Pastini; Via delle Paste; Via della Maddalena; Via degli Orfani; Via del Pantheon; Via Campo Marzio; Piazza del Colosseo; Via Sacra ; Piazza Madonna dei Monti; Via del Corso; Via delle Muratte; Via dei Serpenti; Via dell’Angeletto; Via di Torre Argentina; Largo di Torre Argentina; Via del Governo Vecchio; Via delle Carrozze; Via dei Giubbonari; Largo dei Librari; Via di Campo Marzio; Piazza di Sant’Egidio, Via della Lungaretta; Piazza Santa Maria In Trastevere; Via del Babuino; Via del Gambero; Via della Scala; Piazza della Scala; Vicolo del Cinque; Piazza Santa Apollonia; Piazza Cairoli; Largo dei Lombardi; Via Urbana; Via della Pace”

Premesso che alcune di queste vie hanno problemi di ordine pubblico che esistono a prescindere dagli artisti di strada, mi pare un poco ad esempio, suonare, proprio per la mancanza di spazio fisico, in via Urbana. Il che sembrerebbe l’ennesimo tentativo di contrastare l’Ottobrata Monticiana e le attività artistiche che si accompagnerebbero alla realizzazione pratica del progetto Argiletum, progetti che alcuni, per motivi più o meno validi, vede come il fumo negli occhi.

La quarta considerazione riguarda l’approccio contraddittorio del I municipio nei confronti dell’Arte di Strada: come è possibile che questa, nell’Esquilino, penso a Buskers for Amatrice, sia vista come strumento di riqualificazione urbana, mentre sull’altro lato di via Merulana, sia invece considerata una fonte di degrado

L’ultima considerazione, è di tipo più culturale e filosofico: ho l’impressione che le battaglie portate avanti da alcuni politici del I Municipio, siano finalizzate, con la scusa di combattere il degrado, a una desertificazione sociale e culturale del Centro Storico di Roma e a una sorta di pulizia etnica, finalizzata a cacciare i più poveri, per rendere tutto una sorta di resort per radical chic.

Disegno a cui sono fieramente contrario e che tutte le persone di buon senso dovrebbero contrastare… Per citare il buon vecchio HPL

“L’unica crociata degna dell’individuo illuminato è quella condotta contro tutto ciò che impoverisce l’immaginazione, il meraviglioso, la percezione sensoriale, la vita vissuta intensamente e l’apprezzamento della bellezza: null’altro conta”.

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