Led e falsi storici

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Dato che l’argomento preferito dalla Sora Buggia

I Led ce ammazzeranno tutti

è spesso accolto con grasse risate, la nemica dell’ambiente e della tecnologia, per giustificare le sue posizioni passatiste, se ne uscita in una lunga serie di piagnistei, sul fatto che la nuova illuminazione tradirebbe, cito sempre testualmente

il carattere identitario degli storici luoghi

Insomma, manca solo che si metta a canticchiare

Vecchia roma sotto la luna
nun canti piu’
li stornelli
le serenate de gioventu’
er progresso t’ha fatto grande
ma sta citta’
nun e quella ‘n do se viveva
tant’anni fa

Che la fiera del patetico è servita… Anche perché, dietro a tutto il suo frignare, c’è un enorme falso storico, che dimostra o la sua malafede o la sua ignoranza.

Roma, per la maggior parte della sua storia è stata buia, al massimo illuminata da lumini e da torce o dalla luna piena. Solo nel 1833 fu dato all’imprenditore Giuseppe Mazio l’appalto dell’illuminazione pubblica a olio di Roma.

E per le paturnie di Gregorio XVI, probabilmente antenato della Sora Buggia, che inizialmente aveva bollato l’illuminazione a gas a Roma come qualcosa di sovversivo rispetto alla divina Provvidenza e solo poco prima di morire aveva dato mandato di preparare un capitolato per la costruzione di un gazometro, inizialmente all’Esquilino, poi poco fuori Porta Maggiore, l’Urbe tardò a modernizzarsi; solo Palermo fece peggio, perché i nobili e borghesi siciliani si opposero con le unghie e con i denti al mettere mano al portafoglio per adeguare l’illuminazione cittadina.

Solo l’elezione di Pio IX cambiò le cose nella Città Eterna: nel marzo del 1847 fu finalmente bandito il concorso per l’illuminazione a gas. Appalto che fu concesso ai francesi Fratelli Trouvé, che tuttavia non riuscirono a renderlo operativo.

La concessione passò in varie mani fino al 1852, quando fu assunta da Sir James Shepherd per conto della Imperial City of Rome and Italian Gas Light and Coke Company e poi devoluta alla Società Anglo-Romana per l’illuminazione a Gas della Città di Roma, costituitasi il 10 marzo dello stesso anno.

Luce che, essendo basata sull’acetilene, era molto simile a quella dei Led… Solo a inizio Novecento e con molta calma, fu introdotta quella elettrica…

Per cui, quando la Sora Bugia rimpiange la Roma de ‘na vorta, non lo fa con quella reale, ma con una immaginaria, figlia dei ricordi della sua giovinezza… Ora, non c’è nulla di male a essere nostalgici dei propri anni perduti, ma questo certo non può avvenire a spese del resto della comunità…

Lo stesso errore logico, confondere i propri pregiudizi con il Reale, è compiuto dagli ascari della Sora Buggia, le truppe cammellate che lanciano petizioni a destra e manca sui led gialli.

Il loro testimonial è Caravaggio e il loro argomento principe è la differente resa cromatica prodotta dai led bianchi e dai led gialli. Argomento, che, però è assai ad minchiam, per chi conosce un poco di storia dell’arte, materia altrettanto aliena a loro dell’illuminotecnica.

Nella processo che porta alla realizzazione di un quadro, si sovrappongono, in una rapporto dialettico e a volte conflittuale, tre tipologie di luci: quella platonica e ideale, che esiste nella mente del pittore, e quelle reali dello studio e del luogo di destinazione dell’opera.

Nel caso di Caravaggio, la luce ideale ha un valore teologico, la Grazia divina; però questo, per essere comprensibile al dotto e all’ignorante, doveva articolarsi nella progettazione dell’opera, secondo gli artifici scenici del teatro barocco e degli oratori dei Filippini

La luce concreta della realizzazione è quella filtrata della camera ottica. La luce, altrettanto concreta, del fruitore, è quella diffusa della luce naturale o quella variabile e rossastra delle candele.

Luci diverse sia dal led bianco, sia da quella del led giallo o dei faretti: per cui è abbastanza sciocco nascondere dietro la ricostruzione filologica un semplice, banale

Non mi piace

argomento, che però, per la sua natura, non ha valenza universale, specie in temi che riguardano la Res Publica..

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One thought on “Led e falsi storici

  1. Pingback: La paura invisibile | ilcantooscuro

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