Immagini del Retrofuturismo

 

Una delle peculiarità dell’editoria italiana è quella di appioppare l’etichetta steampunk a qualsiasi forma di retrofuturismo, nella strana convinzione che ciò moltiplichi miracolosamente le vendite.

La narrativa anglosassone, invece, ha l’abitudine opposta, la violazione del principio di Ockam, moltiplicando gli enti inutili, pardon i generi, appioppando il suffisso punk ad ogni cosa.

Come accade spesso in questi casi, la verità è nel mezzo: non bisogna esagerare nei bizantinismi, ma neppure buttare tutto in un calderone unico, poichè l’ambientazione del retrofuturismo non è neutrale: definisce lo sfondo, i personaggi, l’estetica della storia, con cui guidiamo lo sguardo e le intepretazioni che diamo al Presento e alle sue contraddizioni.

Nel Sandalpunk ,che può essere fracassone come un peplum o colto e misurato, rivive, nelle sue contraddizioni, il mito atemporale della classicità e della centralità dell’Uomo, intriso di eroismo etico e di equilibrio tra Natura e Cultura.

Nel Clockpunk, invece, la chiave di lettura dominante è lo stupore dinanzi alle infinite possibilità della tecnica.

Nello Steampunk dominano le contraddizioni del positivismo, con la lotta tra uomo e teknè alienante, che tende a ridurre ogni individuo in alienato meccanismo.

Nel Nouveaupunk, così mi piace definire, con un pizzico di civetteria, la mia narrativa, vige invece la malinconia di un’epoca che morendo, della sensazione della tragedia imminente e ineluttabile, contro cui gli uomini, senza speranza di riuscire, certi della sconfitta. In cui il sogno del Bello nasconde malamente la consapevolezza di una realtà industriale sempre più aliena dall’umano.

Il Dieselpunk, invece, è la realizzazione delle riflessione di Heidegger e di Severino sulla tecnica, viste come nascondimento e rifiuto dell’Essere, dato che il Reale si identifica in ciò che può essere dominato e utilizzato. E questo vale anche per l’Individuo, non più soggetto, ma oggetto del controllo dello stato totalitario.

E questa disperazione, che però da sicurezza, un’ancora in cui aggrapparsi nelle tempeste del Reale, si muta in malinconia, quando tutto è perduto: quando non rimangono che rovine e sogni, aperture al mistero dell’essere, come nell’Atompunk, in cui rinasce lo stupore dinanzi alle opere dell’Uomo, lo stesso che nasce osservando quel che rimane del Buran

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3 thoughts on “Immagini del Retrofuturismo

  1. in tutto ciò, il punk delimita l’approccio proprio del cyberpunk e del punk con un anarchismo di fondo, in cui la caoticità urbana e la sporcizia sociale danno derive da suburbi.

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