Lampade a induzione magnetica

Induzione

Una delle cose più divertenti, nella diatriba sui LED, è confrontarsi con una controparte che poco conosce di tecnologia e che ripete frasi fatte, orecchiate a caso, spacciate come verità assolute.

Tra le più divertenti, è quella di spacciare i LED come una tecnologia superata dalle futuristiche lampade a induzione magnetica, che sarebbero la panacea per tutti i mali. In verità, la questione è assai è più complessa e variegata di quanto si cerca di millantare ai cittadini del I Municipio.

Per prima cosa, questa tipologia di lampade, il cui principio fu scoperto da Tesla a fine Ottocento e che non sono nient’altro che lampada a fluorescenza prive di elettrodi, con il gas ionizzato da un campo elettromagnetico prodotto da induttori, hanno già più di vent’anni sulle spalle: nacquero infatti come alternativa alle lampade ai vapori di sodio ad alta pressione.

Questo ne ha permesso la diffusione in Cina, dove ci sono i principali produttori e nei paesi anglosassoni. E questo ne ha permesso di valutare vantaggi e svantaggi: i primi, sono una durata vita media molto elevata, in normali condizioni operative è di circa un 15% superiore a quella dei LED e un decadimento ridotto nel tempo del flusso luminoso, intorno al 20%, di poco superiore alle lampade al sodio a bassa pressione, con il loro 10% (lampade che in teoria avrebbero la massima efficienza luminosa, ma sono poco utilizzabili, per la pessima resa cromatica).

I secondi, consistono in Intervallo di temperatura di colore ridotto, efficienza luminosa inferiore a quella dei LED (60 lumen/watt a fronte di 90 lumen/watt, facendo la media del pollo) e costi complessivi più elevati.

Perchè, se i costi unitari di una singola lampada a induzione magnetica sono un 25% inferiori a quelli del LED ed entrambe le tipologie hanno bassi costi ricorrenti di manutenzioni, i consumi delle lampade a induzione sono assai più elevati, per la minore efficienza luminosa. In più, i problemi legati alla loro alimentazione e ai loro attacchi, che, nonostante la pubblicità, ancora permangono, impongono una serie di investimenti sui lampioni, specie nei centri storici.

Concedetemi infine una battuta: non userò l’argomento dell’inquinamento elettromagnetico e dello smaltimento del mercurio, perchè sono entrambi minimali, però date un’occhiata alla foto, scattata in Cina.

Sul lato sinistro della strada, vi sono le lampade al sodio ad alta pressione, che conosciamo bene. Sul lato destro,non vi sono Led, le lampade a induzione magnetica. Già, perchéle considerazioni sull’illuminotecnica e sull’efficienza visiva valgono anche per loro…

E fare una guerra di religione per passare da una luce blu all’altra o significa che non si ha più pallida idea di cosa si stia parlando o che si è dei colossali dementi….

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