Ciamei

Ciamei

Da bambino, ricordo bene mia nonna andare a comprare chicchi di caffè tostato, che poi macinava in casa. Ne ricordo ancora il profumo, come se fosse oggi…

E i fornitori preferiti erano Berardo, che aveva la sede a via Principe Eugenio, se non erro dalle parti della profumeria di Giulia, e Ciamei.

Entrambe fondate a inizio Novecento, un poco più giovani di Trombetta a via Marsala, che è del 1890; se non ricordo mal, ma potrei sbagliarmi, perchè sto parlando di una quarantina d’anna fa e la memoria è quella che è, delle due solo Ciamei aveva la caffetteria.

Caffetteria che ha riaperto da pochi mesi e che ormai, non se la prendano a male Li e tutti gli altri baristi dell’Esquilino, è diventato una tappa fissa del sabato mattina. Non solo perché sono un vecchio nostalgico o perché da tirchio quale sono, approfitto dell’ottimo rapporto qualità prezzo.

Forse perché, cosa rara a Roma, è uno dei pochi luoghi in cui trovo i dolci di Fiasconaro, che non saranno buoni come quelli di Regoli o Roscioli, ma mi ricordano la Sicilia. O perché, è un luogo dove è piacevole conversare e dove domina la gentilezza del personale…

E pur non atteggiandosi a locale fighetto, ogni tanto mi ritrovo in mezzo a qualche mostra d’arte, benché, e per questo meriterebbero una tirata d’orecchie, siano poco pubblicizzate…

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3 thoughts on “Ciamei

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