Settimana Santa a Palermo (Parte I)

Settimana_Santa

Benché il prossimo romanzo dedicato alle vicende di Andrea e Beppe sia ambientato nel 1903 e avendo come sfondo una sorta di ucronica Targa Florio, che, in linea con quelle reale, dovrebbe tenersi a fine aprile, inizio maggio,  si svolga più tardi quindi della Pasqua di quell’anno, che cadeva il 12 aprile, mi diverto a citare brano di Palermobella, che racconta le tradizioni della Settimana Santa panormita…

Tradizioni che avrebbero sorpreso i protagonisti delle mie storie, costretti dal Papa Re a una quaresima alquanto scomoda, in cui si godevano solo i maritozzi, quelli che ormai fa solo il buon Regoli, e che tranne la rappresentazione della Passione al Colosseo, organizzata con dovizia di mezzi dall’Arciconfraternita del Gonfalone, era più orientata a elevare lo spirito che a soddisfare il corpo.

Tradizioni che hanno sorpreso il sottoscritto, che l’anno scorso si è trovato imbottigliato nelle processioni del Venerdì Santo, e che meriterebbero una maggiore pubblicità, per la loro bellezza e suggestione…

Così lascio la parola a Christian Pancaro, che ringrazio per la cultura e per la passione che mette nel raccontare la sua città..

Che era arrivata la settimana santa in città si sentiva nell’aria,quando nelle chiese si velavano tutte le immagini con veli viola e le prediche si facevano più lunghe e frequenti.In molte chiese vi erano dei riti particolari riservati a delle immagini a cui il popolo nutriva particolare devozione;in Cattedrale,per esempio,tutti i Venerdì di Quaresima si conduceva in processione all’interno del tempio la reliquia della Santa Croce,portata sotto un baldacchino rosso con la partecipazione del capitolo metropolitano e,nell’ultimo venerdì,dall’arcivescovo. In questi venerdì si scopriva anche il Crocifisso dei Chiaramonte,che veniva di solito celato da un panno rosso alla vista de fedeli.

Nella chiesa di San Domenico,si svolgeva nella cappella del Crocifisso la svelata del medesimo che era coperto da cinque tele (sul modello di quello di quello di Monreale) raffiguranti scene della passione;Nella chiesa di San Matteo si esponeva alla venerazione un Cristo caduto sotto la croce che di solito si venera sotto l’altare del Crocifisso.

Ma il momento che segnava l’inizio della Settimana Santa era il Venerdì di Passione detto anche dei sette dolori ossia quello precedente la domenica delle palme dove un’inconsueta folla si ritrovava davanti la chiesa di San Demetrio nel piano del Palazzo Reale dove nel pomeriggio si sarebbe svolto il rito della “Scinnuta d’Addulurata” dalla cappella della Soledad,nella stessa chiesa,alla navata centrale della chiesa non prima però di aver compiuto i sette giri delle navate intervallate a sua volta da sette prediche nelle quali si meditavano i dolori della Vergine e la consueta “affacciata” del bellissimo simulacro della Soledad,di fattura spagnola del sec. XVI.

Prima e dopo il rito religioso,dal sagrato della chiesa (accanto all’odierna questura dove oggi rimane in piedi solo la cappella de la Soledad) la banda diffondeva le meste note delle marce funebri in mezzo a un bagno di folla che per la troppa calca,era costretto a seguire la funzione dall’esterno sperando,in qualche modo, di entrare…

 

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2 thoughts on “Settimana Santa a Palermo (Parte I)

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