Favoletta

Armata Brancaleone

C’era una volta,
un tizio che vagabondava per il Mercato Esquilino, alla ricerca di un paio di guanti, visto che ahimè il tale era alquanto freddoloso…

Incrociò un vecchio amico, che aveva un banco di ottimi abiti a prezzo assai conveniente, che memore dell’impegno del tizio per riqualificare le pareti sporche e scostrate del mercato, operazione grazie alla fatica e disponibilità di Mauro Sgarbi, lo fermò per chiedergli

“Ehilà caro, ho bisogno di un tuo consiglio… Nel mercato del pesce, ci sono due pedane, da riqualificare in qualche modo, poiché sono brutte assai”.

Il tizio, data la memoria degna di un ameba ubriaca, si grattò il capo…

“Ma davvero ? Nun me so’ mai accorto”

L’amico allargò le braccia, rassegnato alla demenza precoce del tizio…

“Sì quelle dove canta a Natale il Coro di Piazza Vittorio… …”.

Il tizio aprì la bocca, imitando la O di Giotto.

“Nun ce posso crede… E che ce potemo fa pe’ riqualificalla ? Un giardino zen, un’aiuola…”.

L’amico scosse il capo…

“Te ripeto che stiamo al mercato del pesce… Per l’umidità le piante schiattano !!!”

“E che ne so’ io… A casa mia ce stanno solo pappagalli ! E come le vorresti riqualificà ?”.

L’amico alzò gli occhi al cielo.

“Con qualcosa d’artistico, no ? Perché non chiedi all’amico tuo Mauro, che è tanto buono e caro ?”.

Così il tizio chiamò il buon Mauro Sgarbi, che non disse di no, ma voleva avere una foto delle pedane, per capire bene di cosa si trattasse.

Con moglie e suocera palermitana al seguito, il tizio andò a scattare foto alle pedane. La suddetta suocera, vedendole, disse:

“Per me, sono più adatte come spazio per un’installazione…”.

Il tizio annuì e mandò e spedì le foto tramite WhatsApp a Mauro Sgarbi…

Mauro le vide e rispose con un

“I muri laterali sono troppo bassi per un murales… Però, potreste metterci un’ installazione”.

Al quinto te le l’avevo detto della suocera, il tizio tornò dall’amico

“C’ho avuto l’ideona… Ce mettemo l’installazione !”

L’amico annuì.

“D’accordo, ma a chi ce la fa ? Tra l’altro, deve pure costare poco…”.

“Chiederò ‘n giro”.

Il tizio, che tra le tante cose, era pure stato curatore e per un clamoroso colpo di fortuna, si era ritrovato a partecipare anche ad Art Basel Miami, si attaccò al telefono e cominciò a rompere i cabasisi a tutti gli amici che erano rimasti nel mondo dell’Arte.

Alla fine, grazie alla sua testimone di nozze, santa donna che prima o poi lo strozzerà,riuscì a mettersi in contatto con una famosa artista romana, che era disponibilissima a collaborare all’iniziativa…. Peccato che tale artista avesse l’agenda impegnata sino al 2021…

Poi contattò, sempre tramite la sua testimone, un’altra artista romana, Silvia Faieta. Silvia non solo si mise a disposizione, ma fece anche un sopralluogo al Mercato Esquilino… Il problema è che lei usava, per le sue sculture, il legno, che per il contesto, era assai poco adatto, come materiale…

Il tizio passò le giornate ad arrovellarsi, finché ebbe un’idea: contattò un’artista dell’Esquilino, la cui poetica si sposava bene con il Mercato e che usava del materiale che avrebbe ben retto lo stress ambientale.

Fece uno squillo all’artista, organizzò una serie di incontri con l’amico e sopralluoghi e assieme a lui fecero una riunione nello studio della suddetta artista, dando così il via all’iniziativa. Al contempo, con ahimè pessimi risultati, il tizio cercò di rimediare qualche sponsor per le due installazioni…

A un certo punto, l’artista chiese se, invece del gruppo musicale e di danze con cui collaborava il tizio, potesse organizzare l’inaugurazione delle opere l’associazione culturale di cui faceva parte, appena fondata…

Dato che questa inaugurazione capitava di venerdì mattina e dovendo musicisti e ballerini lavorare, il tizio disse che non c’era problema…

Finché non gli capitò sotto il naso il comunicato stampa, dove tutti si ringraziava tranne il tizio, dimenticando che, senza di lui, forse nulla di questo sarebbe successo… In compenso, cotale associazione appena fondata si pavoneggiava, dei meriti e delle fatiche altrui, cosa che stava diventando un’abitudine consolidata, dalle parti di Piazza Vittorio.

Il tizio, dopo qualche moccolone, il tizio pensò alle sagge parole del buon Brancaleone da Norcia

A tuo ammaestramento. Sai tu qual sia, in questa nera valle, la risultanza e il premio d’ogni sacrifizio umano? Calci nel deretano!

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2 thoughts on “Favoletta

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