Duilio Cambellotti

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Sia per la mancanza di adeguati cantieri navali nello Stato Pontificio, gli arsenali di Roma e di Civitavecchia, nonostante fossero stati progettati dal Bernini, erano ben poco adeguati alle esigenze dell’industria moderna, e quello di Ancona era monopolizzato dalle esigenze della Marina Militare, sia per il suo amore per l’innovazione tecnologica, il Principe Padre, a differenza dei Lorena nel Granducato di Toscana, decise di investire le finanze dei Conti nei dirigibili, invece che nei transatlantici.

Dirigibili che, per il limitato numero di passeggeri, erano diretti a una clientela di lusso; per questo, nell’allestire le gondole, il Principe Conti non solo coinvolse alcuni tra i più noti artisti dei suoi tempi, tra cui il buon Boldini, ma mise su anche una sorta di scuola di design, ufficialmente ispirata al movimento Arts and Craft di Morris, ma che in pratica era anche orientata alla produzione di massa.

A capo di tale atelier, fu piazzato il buon Duilio Cambellotti, che dovette rinunciare così al suo amore per il teatro e al suo impegno sociale a favore dell’Agro Pontino…

Impegno che nel nostro mondo, benchè l’artista fosse antifascista, lo portò a collaborare nella realizzazione delle città nuove legate alla bonifica voluta dal Regime…

Attività che è raccontata in una mostra, organizzata dal galleria Laooconte presso il Museo Emilio Greco di Sabaudia che sarà inaugurata il 19 maggio.

Mostra in cui saranno esposte molte opere, troppo spesso dimenticate: i gessi originali di due delle tre Dolenti del Monumento ai Caduti di Terracina, uno splendido bronzo de “La Corazza” celebrazione dell’antico guerriero contadino italico, un gesso di leonessa, un commovente presepe di terracotta magistralmente dipinto.

Delle “Leggende Romane” la tempera più antica del Ponte Sublicio e tre altre leggende, Marte, Orazio Coclite e l’ origine del Campidoglio, stampate da Cambellotti in vita. Acquarelli e disegni preparatori per la casa dei Mutilati di Siracusa, dove i soldati feriti sono tramutati in dolorosi tronchi potati carichi d’’armi.

La xilografia di Terracina bombardata e il suo disegno preparatorio, “La Legnara”, che fa parte di un poema iconografico dedicato al Circeo e alla navigazione antica. Manifesti e tempere preparatorie per le tragedie greche messe in scena a Siracusa. Una serie di medaglie di bronzo con le relative preparazioni in gesso e cera mostrano a qual punto alta fosse la maestria di Cambellotti in quest’arte nella quale egli fu davvero un Cellini del XX secolo. Un cartone di vetrata, per l’oculo della facciata del Duomo di Teramo, mostra una Vergine tra gli angeli circondata di fiori come una donna Liberty.

Numerose le piccole illustrazioni per libri che mostrano la sapienza grafica di Cambellotti disegnatore, non solo di tavole, ma anche di vignette testate e finalini, una maniera di adornare il libro in ogni sua parte affinché quella dell’’artista fosse pari a quella dell’autore del libro. E in ciò fu superiore, di molti libri avremmo perduto la memoria se non vi fossero le figure di Cambellotti a renderli preziosi.

E detto fra noi, l’unica cosa che ha danneggiato la sua memoria, a stento si ricorda per le vetrate della Casina delle Civette a Villa Torlonia, fu il fatto di essere italiano… Se fosse nato a Londra o a Parigi, il suo nome sarebbe sulla bocca di tutti..

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