Buon Compleanno Torpigna

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Può sembrare strano, le periferie romane sono sempre viste che luoghi senza memoria e senza storia, ma Tor Pignattara, la Torpigna di quando eravamo ragazzi, è arrivata alla veneranda età di novanta anni.

All’inizio del Novecento, l’area era tutta vigne, campi di fiori e di carciofi. Il suo punto focale era il fosso della Marranella,  che da via dell’Almone scorreva fino a sfociare nell’Aniene nella zona di Ponte Mammolo, creando un laghetto nell’omonima piazza, su cui si specchiava un’antica stazione di posta.

Nel 1911 l’area Tor Pignattara-Marranella venne considerata non più appartenente
all’Agro Romano, ma al Suburbio, avviandola di fatto ad una futura edificazione, pur non
rientrando ancora nelle competenze urbanistiche e amministrative comunali.

Attribuzione che avvenne  a inizio anni Venti,quando per combattere la malaria, il fosso fu coperto e alla via risultante nel 1926 fu dato il nome di Tor Pignattara, dal nome che il popolino romano dava al Mausoleo di Elena, madre di Costantino.

Così cominciò lo sviluppo del quartiere, abitato fin dall’inizio dalle famiglie provenienti dai paesini della provincia romana: e con la veloce costruzione delle case, che non fu abusiva, ma basata sull’affiancamento di cooperative edilizie e consorzi privati con la realizzazione di case popolari, alcune finanziate dal Governatorato di Roma con il provvedimento Mille Vani, nacque la necessità di fornire servizi: alla linea tranviaria a binario unico del 1916, che dalla stazione Termini giungeva a Tor Pignattara lungo la via Casilina ed entrava nel quartiere per via Amedeo Cencelli , il cosiddetto Giro dell’Anello, si aggiungeva l’apertura del cinema Due Allori, l’anno successivo e, nel 1928, l’attivazione della Condotta Sanitaria Casilina, in via della Marranella.

L’anno successivo venne inaugurata la scuola elementare Alfredo Oriani, in via Gino dall’Oro, quello che oggi il buon liceo classico Kant.

Ma la posizione piuttosto marginale dell’edificio rispetto al quartiere, costrinse presto l’amministrazione ad avviare i lavori per la costruzione di un nuovo complesso scolastico in via dell’Acqua Bullicante, chiamata così dalla sorgente solforosa che vi sgorgava, inaugurato nel 1938: la scuola elementare Luigi Michelazzi, la nostra Carlo Pisacane, uno dei laboratori, assieme alla Di Donato, dell’integrazione culturale a Roma.

Sempre nello stesso anno veniva inaugurato il cinema Impero, in via dell’Acqua Bullicante, su progetto di Mario Messina, che ha un suo gemello ad Asmara e che è uno dei gioielli del razionalismo italiano.

Con l’occupazione nazista, Torpigna diventa uno dei luoghi simbolo delle Resistenza: è il cuore del il Movimento Comunista d’Italia (Mcd’i), più noto con il nome del suo organo di stampa “Bandiera Rossa”, è stata la formazione politica e partigiana a Roma più attiva, più temuta e per questo più tenacemente perseguitata dai nazifascisti e sulla quale, per colpa del PCI, è caduto un ingiusto velo d’oblio.

I combattenti riconosciuti di Bandiera Rossa furono 1.183, cinque volte quelli del PCI e 481 più del Partito socialista, 186 i caduti, alcuni ricordati nelle lapidi presenti nelle vie di Tor Pignattara, pari al 34% del totale, vale a dire il triplo di quelli subiti dal PCI, cinque volte quelli del Partito d’Azione e 137 furono quelli arrestati e deportati.

Nella terribile primavera del ’44, Bandiera Rossa si rende protagonista di un gesto folle, clamoroso ed epico. Per il 1° Maggio, in una capitale ancora sotto assedio, l’Mcd’i esce allo scoperto e, una volta neutralizzati i locali sgherri fascisti, celebra pubblicamente la festa internazionale dei lavoratori nel quartiere di Tor Pignattara, con decine di bandiere rosse appese e centinaia di volantini distribuiti alla popolazione, proclamando la “Repubblica Autonoma di Tor Pignattara e Certosa”.

Dopo la guerra, Tor Pignattara affrontò tutte le problematiche delle periferie urbane dell’epoca, dalla coesistenza con i baraccati, che la rende anche luogo pasoliniano, in una pizzeria del quartiere ad esempio, Pasolini conobbe Franco Citti e nelle sue strade girò scene di molti suoi film alla difficoltà a gestire gli effetti del boom economico…

Tra l’altro molto non lo sanno, ma a Tor Pignattara aveva sede l’Unione Sportiva Casilina che diventando poi la Chinotto Neri e infine la Fedit, che giocava le partite in casa al Giordano Sangalli, accanto all’acquedotto Alessandrino e poi al Motovelodromo Appio, a via dei Cessati Spiriti, fu a lungo la terza squadra della Capitale, arrivando a giocare in Serie C.

Con il nuovo millennio, il quartiere cambia faccia: come l’Esquilino, è soggetto a due fenomeni tra loro spesso in contrapposizione, il trasformarsi in una delle aree urbane a maggiore multiculturalità e la gentrificazione strisciante, dovuta alla vicinanza con il Pigneto.

E questa pluralità di esperienze, oltre a rendere Torpigna uno dei luoghi simbolo della street art romana viene celebrata questo sabato 20 maggio con la nuova edizione di Alice nel paese della Marranella, che per un giorno trasforma l’omonima via in un grande spazio aperto dedicato alle arti figurative, performative e di strada.

Evento in cui dalle 10 di sera in poi, finché avremo fiato in corpo e forza nelle gambe, parteciperanno anche Le Danze di Piazza Vittorio !

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