Il Cantiere d’Assisi Parte I

Assisi_2

Alle Medie, quando mi parlarono in fretta e furia degli affreschi delle Storie di San Francesco ad Assisi, mi raccontarono come fossero tutte opera di Giotto. Al Liceo, quando fu trattato lo stesso argomento, mi raccontarono come questi affreschi fossero stati dipinti dal cosiddetto Maestro di Isacco, che la maggior parte degli studiosi identificava con Giotto e che una minoranza, specie in ambito anglosassone, associava al Cavallini.

Chiacchierando un paio di settimane fa con uno storico dell’arte, pare che a oggi l’orientamento si di considerare quel ciclo di affreschi opera di più botteghe: una capitanata dal Maestro di Isacco, artista di formazione romana, probabilmente il Cavallini, anche se non sono mancate altre ipotesi identificative, una guidata dal Maestro del Compianto un artista di formazione fiorentina, ma capace di apprendere e reinterpretare le novità romane, quasi sicuramente Giotto, e l’ultimo, l’Allievo del Maestro d’Oltralpe, di cui si sa ben poco, che innesta su una humus culturale dipendente dal Gotico Francese, le sue riflessioni sulle novità romane e toscane.

Una situazione alquanto complicata, dipendente da due fattori: il primo, la colossale iella della perdita di tutti i dati contabili relativi alla decorazione della basilica, ad esempio, l’unica traccia della presenza di Giotto ad Assisi è del 1309, una sorta di chiusura di mutuo, cronologicamente riferibile ai lavori della Basilica inferiore.

L’altro fattore, è quel colossale pallista chiamato Vasari: ora benché esistesse sicuramente una tradizione orale sulla presenza giottesca ad Assisi, tanto che Benozzo Gozzoli rappresentò il pittore tra i francescani illustri nei suoi affreschi della chiesa di San Francesco a Montefalco, la prima testimonianza scritta risale al buon Ghiberti che, nel commentario del 1452, scrisse che Giotto

” dipinse nella chiesa d’Asciesi nell’ordine dei frati minori quasi tutta la parte di sotto. Dipinse a Santa Maria degli Angeli ad Ascesi”.

dove probabilmente, per parte di sotto intendeva la Basilica inferiore. Nella prima edizione del 1550, delle sue Vite, il buon Vasari, si limitò a riferire come Giotto fosse stato ad Assisi, che avesse completato il lavoro cominciato da Cimabue, acquisendo grande fama e avesse poi dipinto sia nella basilica inferiore, sia in Santa Maria degli Angeli.

Notizie parziali, ma come evidenziato, non in contraddizione con i dati attuali. Il problema che nel 1563, Vasari va a fare una gita ad Assisi, per raccogliere informazione per la seconda edizione delle Vite. O perchè le sue guide, per guadagnare mance, ci abbiano dato di fantasia, assecondando il suo orgoglio toscano, o perchè non vi erano informazioni disponibili, l’aretino cominciò a far viaggiare la sua fantasia.

Affermo come il progetto della basilica superiore fosse richiesto a Iacopo Tedesco, che disse essere papà di Arnolfo di Cambio (mentre nella realtà lo scultore era figlio di Messer Lapo, notaio a Colle Val d’Elsa). Poi disse che il crocefisso esposto sopra una trave della chiesa superiore fosse di Margaritone d’Arezzo.

Continuò con raccontare dell’arrivo di pittori bizantini, che avevano come allievo Cimabue. Questi, però, dimostrando la sua superiore abilità, cominciò a dipingere la tribuna della Basilica Superiore, per poi poi passare alle volte e alla parte alta della navata. Però, essendo richiamato a Firenze, si fece sostituire dal suo allievo Giotto, che terminate le Storie di San Francesco, si dedicò alla riprendere la decorazione della Basilica Inferire, per poi essere affiancato da una caterba di allievi, come Giottino, Puccio Capanna, Buffalmacco.

Questa vicenda, alquanto romanzata, cominciò a essere messa in dubbio con la scoperta che il crocefisso non fosse di Margaritone, ma di Giunta Pisano, che aveva persino firmato l’opera. E che le attribuzioni a cominciare da quella del transetto sinistro, opera di Pietro Lorenzetti, fossero date a caso…

E proprio da questa consapevolezza, nonostante le resistenze tradizionaliste, si cominciò a definire al meglio la complessa storia del Cantiere pittorico della Basilica Superiore

Annunci

2 thoughts on “Il Cantiere d’Assisi Parte I

  1. Pingback: Il Cantiere d’Assisi (Parte II) | ilcantooscuro

  2. Pingback: Il Cantiere d’Assisi Parte III | ilcantooscuro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...