Il Cantiere d’Assisi Parte III

bottega

Premesso che non mi aspettavo tutte queste polemiche su un sondaggio sulla Street Art all’Esquilino, sulla validità del campione statistico si potrebbe discutere all’infinito, però da questa discussione posso trarre una lezione generale: il direttore artistico, come il progettista software IA o l’architect di progetti IT dovrebbe seguire il ciclo di vita della sua opera e del suo prodotto e soprattutto, dovrebbe porre al centro delle specifiche non la sua vanità e i suoi pregiudizi, ma l’esigenze del cittadino e dell’utenza finale.

Detto questo, torno a un tema che sto affrontando da qualche settimana, la riflessione sul Cantiere d’Assisi.

Ho provato a raccontare come la realtà narrativa possa rendersi indipendente da quella storica e come quest’ultima, possa essere più complessa e più interessante, di quanto possa apparire a prima vista.

Oggi, invece provo a fare una riflessione, alquanto banale sull’importanza che ha avuto quel cantiere nell’arte europea.

Quello più immediato, è nella fucina in cui si incontrano tre linguaggi artistici differenti: quello toscano e romano, entrambi derivati dall’arte bizantina del periodo comneno e della rinascenza paleologa, declinata nel primo caso nella forma del sermo vulgaris, con maggiore attenzione alla realtà quotidiana, nel secondo nella forma del sermo aulicus, con il collegarsi alla classicità paleocristana, e il complesso mondo del gotico francese e inglese.

Una fucina, paragonabile alla Roma di metà Quattrocento, da cui partirà il processo che darà origina a quella sorta di arte globabilizzata, che è il Gotico Internazionale.

L’altro meno immediato, ma altrettanto importante, riguarda proprio le modalità concrete di organizzazione della bottega: nella seconda metà del 1200, le grandi basiliche romane sono soggette a grandi lavori di ristrutturazione e ridecorazione.

Per coordinare e ottimizzare il lavoro di decorazione delle ampie superfici, in quei cantieri si sono sperimentate una serie di soluzioni, dalla parcellizzazione dei compiti, all’uso di modelli predefiniti, all’organizzazione a giornate… Ad Assisi queste sperimentazioni, condivise tra diverse botteghe, sono diventate patrimonio comune, che sono vari aspetti è arrivato sino ad oggi, non solo nella street art, ma anche in forme differenti, in tutti gli ambiti in cui si devono affrontare progetti complessi…

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