Il raid su Napoli

LZ_104

Se le vicende dei raid dei Zeppellin su Londra durante la Prima Guerra Mondiale sono abbastanza note, tanto da essere citate in vari romanzi, tra cui qualche apocrifo di Sherlock Holmes, meno conosciuta è la storia del bombardamento eseguito dal dirigibile tedesco LZ 104 (numerazione tattica per l’impiego presso la Marina Imperiale LZ 59) sulla città di Napoli.

Questo dirigibile che apparteneva alla classe L.53 della Kaiserliche Marine, la Marina Imperiale tedesca, fu costruito dalla ditta Luftschiffbau Zeppelin di Friedrichshafen a partire dal 1916 per tutt’altro scopo: portare rifornimenti a Paul Emil von Lettow-Vorbeck, che, con i suoi ascari, era impegnato in un’impresa ben più epica di quella compiuta dal buon Lawrence d’Arabia.

Ed effettivamente questo gigante dell’aria, soprannominato Das Afrika-Schiff era lungo ben 226 metri, il 21 novembre 1917 decollò dalla base bulgara di Jambol diretto verso l’altipiano di Makonda, in Tanzania.

Il dirigibile sorvolò le coste occidentali dell’Asia Minore, sorvolando Adrianopoli, il Mare di Marmara, Smirne, Efeso, e quindi Rodi e le altre isole del Dodecaneso. Vicino all’isola di Creta incappò in un temporale, entrando quindi nelle nubi e poi nella pioggia tamburellante. Uscì dalla pioggia alle 05:15 in prossimità di Marsa Matruh, in Cirenaica. L’aeronave sorvolò il deserto del Sahara, dirigendo verso la valle del Nilo mantenendosi sempre ad una quota variabile tra 700 e i 11000 metri. Raggiunse quindi l’imponente fiume all’altezza di Wadi Halfa, per poi proseguire al di sopra del Nilo lungo il Sudan, fino a quando l’equipaggio poté vedere, in basso, la biforcazione del Nilo Bianco e del Nilo Azzurro, all’altezza di Khartoum.

Superata Khartoum, l’equipaggio ricevette il messaggio che diceva:

L’ultimo punto di resistenza è caduto. L’intero altopiano dei Makonde è caduto. Le truppe di von Lettow Vorbeck sono state fatte prigioniere. Tornate indietro

Dopo lunghe riflessioni, il comandante del dirigibile decise così di tornare indietro. Il messaggio, in realtà, era un falso: proprio in quel preciso istante, attraversato il fiume Rovuma, von Lettow aveva messo in rotta le truppe portoghesi e inglesi.

I Servizi Segreti Inglesi, secondo la leggenda tramite un ascaro prigioniero, che avrebbe detto che grande uccello europeo fosse in viaggio per aiutare Lettow, in verità, più banalmente, perchè avevano violato il codice radio navale tedesco, per evitare ulteriori complicazioni in Africa, avevano architettato questo inganno.

Dopo il ritorno a Jambol, l’alto comando della Marina tedesca si trovò dinanzi al problema di cosa diavolo fare di quel dirigibile. La domanda del comandante Bockholt per tentare nuovamente il viaggio verso l’Africa venne respinta e fu cercato di appioppare LZ104 ad Enver Pasha, o per rifornire le truppe turche impelagate nella rivolta araba o per cercare le mine al largo di Costantinopoli.

Visto il colorito rifiuto dei turchi, timorosi di qualche fregatura, fu deciso di trasformare LZ 104 da dirigibile da trasporto a dirigibile da bombardamento: dato i miglioramenti della difesa antiaerea su Londra e l’ introduzione nel RAF di caccia efficaci equipaggiati con un nuovo tipo di pallottole esplosive, l’impiego sul Mare del Nord fu scartato, per utilizzarlo nello scenario mediterraneo.

Così, dopo un paio di missioni di prova ai danni della Crimea, il mattino del 10 marzo 1918 il dirigibile LZ 104 decollò dalla propria base di Jambol, per effettuare un bombardamento avente come obiettivo Napoli, con lo scopo di danneggiare il porto, l’Ilva di Bagnoli e i cantieri Armstrong di Pozzuoli, che producevano un immane numero di munizioni di guerra.

L’aeronave, raggiunse il cielo di Scutari, Albania, verso mezzogiorno ed iniziò a volare in cerchio sul territorio albanese in attesa dell’oscurità. Alle ore venti il dirigibile salì alla quota di 3 000 m ed iniziò ad attraversare l’Adriatico, giungendo in vista del territorio italiano nei pressi della zona di Torre di Porticello, vicino a Vieste. Alle ore 1:00 dell’11 marzo il dirigibile nel cielo di Napoli, ad una quota stimata tra 3 650 e 4 880 metri. La città era quasi completamente illuminata, dato che nessuno si era mai posto il problema di potenziali raid, e il comandante Bockholt poté agevolmente lanciare l’intero carico di bombe.

Per le mappe sbagliate e per gli errori di calcolo balistico, gli obiettivi non furono centrati: le prime bombe mancarono di poco il porto, colpendo la zona di San Giovanni a Teduccio, provocando 5 morti e 40 feriti tra i civili.Il secondo lancio colpì via Toledo e i quartieri spagnoli, con 11 morti e 24 feriti… L’ultimo bombardamento, che centrò i cortili dell’ILVA, non provocò danni.

Pochi giorni dopo il bombardamento su Napoli, il dirigibile effettuò una missione su Atene, ma senza provocare danni. Il 20 marzo 1918 eseguì una missione contro Port Said, che dovette essere abortita prematuramente a causa dei forti venti contrari

Il 7 aprile 1918, LZ104 decollò per bombardare Malta, ma alle 20.34, mentre sorvolava il Canale di Otranto, saltò in aria… Il motivo dell’esplosione è controverso: dato che né la Marina Inglese, né quella Italiana rivendicò l’abbattimento, si è pensato al fuoco amico di sommergibile tedesco, a un guasto meccanico o a un sabotaggio organizzato da Pompeo Aloisi, del servizio segreto della Regia Marina… Ma la verità forse non si saprà mai

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