Zeppelin su Londra

Le teorie di Giulio Douhet, sul dominio dell’aria e sul bombardamento strategico come chiave di volta per vincere la guerra moderna, non nacquero dal nulla, per improvvisa discesa dello Spirito Santo, ma sono figlie di un retroterra di di riflessioni, esperienze concrete e suggestioni narrative.

E come spesso accade, fu la fantascienza a fungere da apripista: nel 1898 in Francia l’apprezzata rivista L’Illustration dipinse a fosche tinte il potenziale pericolo dei bombardamenti, che divennero uno spunto narrativo per Verne con Robur le conquérant, personaggio che tra l’altro fa anche una comparsa in Lithica, e per Albert Robida con La guerre infernale.

Nel 1908 fu il turno di H.G. Wells che, nel romanzo The war in the air, profetizzò un attacco di Zeppelin che trasforma Londra in un mare di fuoco. Nello stesso anno Clément Ader, alla luce della Revanche, la rivincita contro la Germania, ipotizzò la realizzazione di una grande flotta aerea, preceduto però dal tedesco Rudolf Martin, che, con L’avenir de l’Alemagne est dans l’air, espose gli stessi principi.

Nel 1909 Lord Montague of Beaulieu, in un discorso davanti alla National Defence Association, ipotizzò la possibilità un attacco aereo contro le istituzioni governative o le stazioni ferroviarie inglesi, che avrebbero paralizzato la nazione.

L’opinione pubblica, preoccupata, convinse i governi a convocare la conferenza di Le Havre, nel 1907, in cui si propose una convenzione in cui si vietano attacchi contro le città, i villaggi, le chiese, gli ospedali.

Germania, Francia e Russia, convinte che la prossima guerra europea sia una passeggiata e che di fatto gli aerei non serviranno a nulla, non la firmarono. Stati Uniti e Gran Bretagna, invece, viste le preoccupazioni dei loro elettori, la sottoscrissero. L’Italia, invece, come suo solito, scelse di non scegliere.

Vista la situazione, gli Stati Maggiori europei applicarono la teoria del fidarsi è bene, non fidarsi è meglio e cominciarono ad organizzarsi alla male e peggio: nel 1910 in Francia nacque l’Ispettorato permanente dell’aeronautica militare. In Gran Bretagna, nel 1912 fu prima il turno del Royal Flying Corps, poi nel 1913, grazie a Churchill, ministro della Marina, che spaventò i parlamentari inglesi, ipotizzando Westminster in fiamme a causa delle bombe lanciate dagli aerei nemici, fu fondata l’aviazione di marina. Nello stesso anno, in Russia, si approntò una forza di bombardieri pesanti, tra cui il quadrimotore strategico Sikorsky Ilya Muromets, che fu tra i più efficaci della I guerra Mondiale.

Nel 1915, i tedeschi, a differenza di Goering nella Seconda Guerra Mondiale, cominciano una campagna di bombardamento strategico, che prima colpisce centri secondari, poi, dall’otto settembre, la stessa Londra.

Zeppellin7

Campagna che raggiunse il suo culmine nel 1916 in cui gli Zeppellin, a differenza dei bombardieri Caproni italiani, che erano impiegati per colpire obiettivi militari, furono utilizzati per un bombardamento terroristico: anche se, rispetto a quanto accaduto rispetto alla Seconda Guerra Mondiale, per i limiti dei mezzi e delle bombe, i danni furono assai  più ridotti, dobbiamo considerare come l’impatto psicologico fosse enorme, per una nazione che dal giugno del 1667, quando l’ammiraglio olandese de Ruyter violò il Tamigi, non era stata aggredita sul suo territori.

Proprio questa paura, costrinse gli inglesi ad adottare, per contrastare i dirigibili, gli Spad VII e Sopwith Pup dotati di pallottole incendiarie: il rimedio parve efficace, tanto che imitando italiani e russi, i tedeschi sostituirono nel 1917 gli Zeppelin con i bombardieri strategici, meno spettacolari, ma più efficaci.

Così i cieli di Londra furono violati dai bimotori Gotha G-IV e dai quadrimotori Staaken: il Gotha era armato di tre o quattro mitragliatrici con un carico massimo di 600 kg agganciato alle ali e alla fusoliera; sviluppava una velocità massima di 140 chilometri orari, raggiungendo una quota di tangenza di 6.500 metri. L’equipaggio era composto da tre uomini.

Furono 23 i Gotha che volano su Londra il 25 maggio 1917, nell’incursione del 13 giugno le perdite di civili furono pesanti: 162 morti e 432 i feriti.

Mentre lo Staaken, altro parto della mente del conte Ferdinand von Zeppellin, soprannominato Riesenflugzeug, aereo gigante, che poteva arrivare sino a un carico di bombe di 2000 Kg, fra il 28 settembre 1917 e il 20 maggio 1918 effettuò 11 incursioni aeree sulla Gran Bretagna, sganciando un totale di 27 190 kg di bombe in 30 sortite.

Il profilo di missione prevedeva che i velivoli raggiungessero individualmente i loro obiettivi nelle notti dove era possibile sfruttare la luce lunare, richiedendo indicazioni sulla direzione da intraprendere via radio subito dopo il decollo e utilizzando come riferimento il corso del Tamigi per gli aggiustamenti di rotta una volta raggiunto il territorio inglese. Le missioni di 550 km  tra andata e ritorno venivano completate in 7 ore.

In queste missioni nessuno dei velivoli venne mai perso in combattimento in territorio britannico (al contrario dei 28 Gotha G-Typ abbattuti nel cielo sopra l’Inghilterra), ma due vennero persi per incidente mentre rientravano alla base ancora al buio.

Insomma, Douhet non era un visionario, ma aveva diversi argomenti concreti a favore delle sue tesi.

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