Barbarie e Humanitas

Rep1

La questione Mercato Esquilino è qualcosa di più di una semplice battaglia a difesa di un murale. E’ lo scontro tra due modelli di civiltà: l’uno, propugnato dai Cinque Stelle del I Municipio, che antepone la burocrazia ai diritti del cittadini, compreso quello di godere della Bellezza e che e ritiene l’Arte come un qualcosa di secondario e ridondante, che può essere sacrificata senza troppi rimpianti, per raggiungere i propri interessi egoistici.

La seconda, antica come Omero, afferma il valore del kalòs kai agathòs: il Bello è fonte di virtù e chi lo odia è di fatto malvagio. Per cui, in fondo, questa lotta si riduce all’antica e mai sopita battaglia tra barbarie e humanitas.

E il valore di questa battaglia comincia a essere percepito da artisti e intellettuali, a cominciare da Pierrè Nazzour, poeta libanese, che all’opera di Mauro Sgarbi ha dedicato una poesia, che ho tradotto male e peggio dalla versione inglese, pallido riflesso degli originali in francese e arabo

Un muro sporco
pillole di blu e rosso
sogni di bimbo

Muta il mercato
nell’infinito azzurro
che Dio ci dona
per ricordare
impalpabile vento
di libertà incerta.

Lo temono
vedendo
presagi e oracoli
di nubi e tempeste
Nascondendo l’odio
sotto la maschera
della Legge.

Ma il vento soffia,
oltre le reti e inganni

Oppure i versi del poeta romano Silvano Mecozzi, che ricorda come la brama di potere a volte ci renda ciechi sulle cose che apprezzeremmo, se mantenessimo il cuore di fanciullo

Un giorno Mauro il pittore
Prese pennello e colore
E tutto un muro del mercato
Presto fatto fu affrescato
.
Sulla spiaggia due bambine
Corrono incontro alle ondine
Una manta, un polito e tanti pescetti
Nuotano tutti felicetti
.
Passano genti di tutte le razze
Uomini, donne, bambini e ragazze
E osservano beati e contenti
Lasciando tutti belli commenti
.
Solo una consigliera dei 5 stelle
Non riesce a vedere le cose belle
Gira e rigira il dito nell’inchiostro
E riesce a vedere solo un mostro
.
Vede il male e la corruzione
Anche in ogni piccola azione
Di gente comune e disincantata
Che cerca nell’arte una fiaba incantata.
.
Tutti in coro a Mauro il pittore
Chiesero : metti sul muro un po’ di colore
Dipingici una favola di mare
Che a tutti noi ci faccia sognare
.
Cara consigliera Giusi Campanini
Portaci davanti al murales i tuoi bambini
E ascolta bene la loro voce
E se tu ti senti loro portavoce
.
Di dipingere fiabe sopra i muri
Per farli sentire più sicuri
Creare un mondo di pace e felicità
Senza alla corruzione sempre a “pensà”
.
Prendi tanti colori e un pennello
Vieni anche tu a rendere il mondo più bello
Lasciando da parte il fazioso pensiero
Per vivere sotto un cielo azzurro e sincero.

E io, che con la poesia ci litigo, mi limito a raccontare e trasfigurare le cose nel mio nuovo romanzo ambientato negli anni Venti dove, in un capitolo, apparirà un fascistello che nel suo tentativo di rimediare un posto al sole nel Regime e per arraffare qualche briciola dei soldi investiti dal Governatorato per riqualificare l’Esquilino, sarà impegnato una protesta, accolta a pernacchie e uova marce, contro un murale di Duilio Cambellotti sulle mura della Zecca.

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