La Cappella di San Pietro in vincula e San Michele a Santa Maria Maggiore

 

Ogni tanto su Facebook, mi capita di leggere una cosa del genere

A Roma c’è un Piero della Francesca e nessuno lo sa. Quel San Luca lassù, col suo bravo toro, è suo. Ma inspiegabilmente nessuna indicazione o targhetta lo segnala, e la gente ignara ci passa sotto per raggiungere le toilettes.

Premesso che è doveroso invitare a una maggiore valorizzazione di un’importante testimonianza del Quattrocento romano, l’attribuzione di tale opera a Piero della Francesca è ben poco fondata…

Se chi grida ai quattro venti questa cosa non è un addetto ai lavori, passi pure, è una testimonianza di orgoglio civico, ma se a dirlo è un pittore, mi cadono le braccia…

Anche perché dietro quell’affresco vi è una storia tanto complessa, quanto affascinante, il cui principale protagonista, il il cardinale di Rouen Guillaume d’Estouteville, è un personaggio, per dirla all’americana, larger than life.

1200px-Mino_da_fiesole,_ritratto_del_cardinale_guillaiume_d'estouteville,_vescovo_di_ostia_e_arcivescovo_di_rouen,_1450-75_ca,_01

Normanno, uomo coltissimo, amico fraterno del cardinal Bessarione, incorruttibile, irascibile, dallo straordinario fiuto per gli affari, amante dell’arte e delle belle donne, il cardinale d’Estouteville, era anche un immenso idealista: aveva consacrato la sua vita al raggiungimento della pace nell’Europa cristiana e alla lotta contro i Turchi.

Nel 1443, il Cardinale, che tra le tante cose collezionava titoli e benefici ecclesiastici, diventa arciprete di Santa Maria Maggiore, al posto del Cardinale Niccolò Albergati, morto il 9 maggio dello stesso anno e nel 1444 è nominato abate di Mont Saint-Michel.

Per festeggiare entrambe le cariche, comincia una serie di lavori nei due edifici ecclesiastici: in particolare a Santa Maria Maggiore inizia con il ristrutturare una vecchia cappella medievale, dedicata a San Pietro in vincula e a San Michele.

Cappella, di cui, grazie a una serie di ritrovamenti archivistici a fine anni Novanta, sappiamo parecchie cose: che i primi lavori terminarono intorno al 1449, proprio alla vigilia del Giubileo, anche se, dato che nella documentazione contabile non appare mai il termine picta, è possibile che la decorazione pittorica sia stata fatta dopo, in seguito alla decisione di Niccolò V di promulgare i nuovi statuti dei Canonici della Basilica nel Marzo 1451, che rafforzava i poteri dell’Arciprete sulle decisioni relative ai lavori di rinnovo di Santa Maria Maggiore o addirittura a valle della presa della Costantinopoli del 1453.

Questo perché, grazie alle note di viaggio di Calises del 1482, abbiamo una descrizione di massima della decorazione della cappella, da cui abbiamo avuto la sorpresa di questa fosse assai simile a quella della cappella funebre del cardinal Bessarione a Santi Apostoli, con gli affreschi realizzati da Antoniazzo Romano e Melozzo da Forlì

Sappiamo quindi che la Cappella di San Pietro in vincula e San Michele era così decorata: sulle volte, i quattro evangelisti. Sulla parete sinistra le storie di San Michele, con i miracoli relativi alla fondazione dei monasteri sul Gargano e a Mont Saint-Michel. Sulla parete destra, vi era la rappresentazione della storie di San Pietro. Sull’abside, vi era la Vergine in Trono, con accanto San Michele e San Pietro, mentre sopra l’ingresso vi erano rappresentati la Consegna delle Chiavi e la Crocifissione dei San Pietro.

E come nella cappella del Cardinale Bessarione, il basamento era decorato con la rappresentazione di velari drappeggiati. In entrambi i casi, abbiamo, data la comunanza dei due ecclesiastici con il circolo filo Paleologo della curia romana, che propugnava prima la difesa a tutti i costi, poi la riconquista di Costantinopoli, l’uictilizzo di San Michele come simboli della lotta contro i turchi: dall’altra vi è una differente visione della Chiesa.

Bessarione nella sua cappella propugna un’unione delle Chiese latina e orientale basata sul reciproco rispetto e il riconoscimento di una radice comune, mentre Estouteville affermava con decisione il primato romano.

Chiarito questo aspetto, rimane ahimè aperta la questione di chi abbia dipinto la cappella… Piero della Francesca ha compiuto due viaggi a Roma. Il primo, nel 1455, per affrescare su ordine di Nicolò V le stanze degli appartamenti papali.

Il secondo nel 1457, su ordine di Pio II, per terminare l’opera. La tesoreria papale emise un documento datato 12 aprile 1459 per il pagamento di 140 fiorini per “certe dipinture” nella “camera di Santità Nostro Signore”ma nel 1460 questi furono danneggiati in maniera grace dall’incendio causato dalla rivolta dei fratelli Tiburzio e Valeriano del Maso, i nipoti di Stefano Porcari, che misero a ferro e fuoco il Vaticano. E negli anni successivi, si aggiungero i problemi relativi alle infiltrazioni d’acqua: Giulio II, quando ordinò di buttarli giù, in modo da dar spazio a quelli di Raffaello, non fu un barbaro; semplicemente prese atto del loro stato pietoso e irrecuperabile.

Che in questi due viaggi, Piero abbia anche lavorato a Santa Maria Maggiore, non è testimoniato da nessun documento, nonostante le ipotesi del Longhi. Gli unici indizi sono la sua amicizia con l’architetto e compaesano Francesco del Borgo, responsabile del cantiere di ammodernamento di Santa Maria Maggiore, con cui il pittore condivideva l’interesse per la geometria e la matematica applicata e il fatto che fosse legato mani e piedi al circolo filo Paleologo capeggiato da Bessarione e da Estouteville.

Questo però contrasta con il fatto che il disegno sull’intonaco sia eseguito senza spolvero, tecnica non usata da Piero e dal suo collaboratore, Giovanni da Piamonte, che dai documenti ritrovati, pare che in quel periodo fosse rimasto a Città di Castello.

Neppure è sostenibile l’ipotesi di Lorenzo da Viterbo, avendo il pittore a quell’epoca undici anni: per rendere valida tale attribuzione, bisognerebbe datare la decorazione della cappella al 1462, in occasione del suo viaggio romano e quindi rende la decorazione poco antecedente a quella della cappella Bessarione. Questo però contrasta con il fatto che gli Evangelisti abbiano molto in comune con quelli dipinti da Beato Angelico nella Cappella Nicolina in Vaticano.

800px-Angelico,_niccolina_26

Questo, oltre ad anticipare la decorazione al 1450, farebbe pensare che l’autore sia Benozzo Gozzoli, anche lui, tra l’altro, legato al circolo del Bessarione. E a riprova di questo, oltre alle chiacchiere del solito Vasari, vi sono due testimonianze tarde, di Onofrio Panvinio del 1552 e di Giulio Mancini del 1621.

In particolare, Mancini scrisse

A man destra dell’entrata (in S. Maria Maggiore) vi è la sagrestia nuova condotta dal Passignano, dopo la Cappella di Benozzo fatta per il Carctinale Rotomagense, e dopo quella di Sisto V

Il problema è che si vedono le volte dipinte con un tema uguale da Benozzo, salta agli occhi la differenza di stile.

Lo stesso si può dire,aggiungendo anche il fatto che la finestra temporale è forse troppo stretta, dell’ipotesi, formulata da diversi studiosi francesi, che vi sia la mano del buon Jean Fouquet. E’ probabile, che abbiano ragione i critici anglosassoni che attribuiscono l’opera a un non specificato “Amico di Fra Giovanni”, pittore della cerchia di Beato Angelico, con cui ha collaborato a Orvieto e che lavorò molto nel Lazio.

Pitture che ha influenzato la pittura di Antoniazzo Romano e che ha contribuito alla creazione del linguaggio pittorico della Curia Pontificia, ma che purtroppo è ancora anonimo… Tra l’altro in vecchiaia, l’Estouteville cambiò idea sul suo lavoro, tanto che nel testamento previde un lascito per la ristrutturazione e  nuova decorazione della cappella di San Pietro in Vincula e San Michele e per la costruzione della cappella di Sant’Antonio..

Annunci

2 thoughts on “La Cappella di San Pietro in vincula e San Michele a Santa Maria Maggiore

  1. Pingback: Loro distruggono, noi costruiamo | ilcantooscuro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...