Proposte sulla Street Art a Roma

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La battaglia per il Murale di Mauro Sgarbi nel Mercato Esquilino, che sono convinto avrà buon esito, dato che i suoi nemici si sono ridotti alle menzogne e ai giochetti da avanspettacolo, può essere però l’occasione per ripensare il ruolo della Street Art a Roma.

Data l’inerzia delle istituzioni, a Roma la Street Art è in una sorta di area grigia, la cui gestione è affidata soprattutto al buonsenso dei singoli e delle istituzioni: quando questo manca, come nel caso del Nuovo Mercato Esquilino o nelle vicende di Pinacci Nostri a Pineta Sacchetti, quando i promotori hanno rischiato una multa di 7200 euro per la mancata presentazione della SCIA, il volere interpretare un intervento artistico come manutenzione ordinaria di un edificio, provoca situazioni paradossali, in cui come per il gruppo consiliare dei 5 Stelle del I Municipio, la politica si pone in contrasto con la volontà popolare, tradendo il suo mandato, difendendo gli interessi egoistici di singoli e contrastando qualsiasi intervento partecipato di riqualificazione territoriale.

La Street Art non è tinteggiatura di pareti, ma un’Arte che vive in una dimensione comunicativa aperta, che abbandona i luoghi in cui questa viene tradizionalmente imprigionata e commercializzata, i musei e le gallerie, per tornare a essere il centro della Vita e della Società.

L’Arte così recupera una sua dimensione politica, intesa come narrazione e costruzione dell’identità della Polis, il vivere collettivo diversificato e complesso, in una dialettica costruttiva non con lo spazio urbano, ma con l’ecosistema sociale.

Proprio per sottolineare questo ruolo e questo valore aggiunto, le Danze di Piazza Vittorio vogliono lanciare una proposta politica alle istituzioni, Comune e Municipi, a cominciare dal I, affinché si possa modificare l’attuale iter amministrativo, per semplificarlo e rendrlo meno ambiguo, prendendo esempio da quanto è stato realizzato in questi anni a Torino.

In particolare che le decisioni sulla Public Art siano accentrate in un’opportuna Commissione Per l’Arte Pubblica, CAP, che potrà valutare e autorizzare l’intervento, a valle di un modulo in cui si descrive l’intervento e ci si impegna a mantenerlo nel tempo e di un bozzetto.

Modulo

Poi, dato che la Public Art è un dono fatto alla collettività, si chiede come sia l’artista, sia il proprietario dell’edificio in cui è stata eseguita l’opera, possa usufruire di vantaggi nell’ambito delle tasse locali. Infine, che il Comune riconosca alle aree a forte presenza di Street Art lo status di Museo Diffuso e accentui il suo impegno per la loro promozione e valorizzazione.

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3 thoughts on “Proposte sulla Street Art a Roma

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