Le Ninfe di Bracciano

Acqua

In questi giorni, si discute tanto della questione Lago Bracciano: ora non sono esperto del tema, ma è innegabile che le sue risorse idriche siano siano sovra utilizzate, a fronte di una ricaduta, su Roma, alquanto limitata. Poi, nel caso specifico dell’Esquilino la carenza d’acqua da ben prima che parlasse di siccità, Li er barista già smadonnava sul tema a gennaio, è assai probabile che tutta la questione sia un comodo alibi per l’Acea, per nascondere la sua incapacità a manutenere in maniera dignitosa le condotte idriche della città, a fronte dei 70 milioni annui di utili medi.

Per, questo sono al fianco alla battaglia che l’artista Moby Dick, aiutato da Giusysta combattendo, al fianco dell’amministrazione di Anguillara Sabazia, per difendere il lago: Marco, che appena finirà questa sorta di Idiocracy alla Matriciana che sta diventando la questione del Murale di Mauro Sgarbi, mi piacerebbe coinvolgere in qualche progetto di street art all’Esquilino, ha utilizzato il suo immenso talento visionario, centrato sull’armonia tra Uomo e Natura, per raccontare sui muri la strage che stiamo compiendo, con immensa superficialità, ai danni di uccelli, pesci e animali palustri.

Così, richiamando la pittura di John Everett Millais, ha realizzato sui muri di Anguillara una sorta di elegia preraffaellita

Tarascio

La prima strofa è dipinta sulle pareti del centro anziani La Stazione, dove la Signora del Lago, circondata da pesci, versa una lacrima, in cui si intravede l’alga locale che sta scomparendo, “isoetes sabatina”, pensando a ciò che si è perduto.

La seconda sui muri dell’edificio Piroga, con la Dama di Shalott, che stanca della sua esistenza, destinata com’è a guardare il mondo solamente attraverso ombre e riflessi, osa sfidare la bellezza

La terza alla Scuola Scalo con due figure di donne verticali con intreccio di pesci che passano loro accanto a spirale, a girale di acanto, in una danza che richiama l’armonia del Creao.

La quarta, sui muri della Scuola di Via Verdi, in cui l’eterno femminino ritorna nel cuore della Grande Madre.

La quinta, a Anguillarese,in cui una donna si specchia nell’acqua, circondata da aironi, cigni e gabbiani, ricordando il dovere che abbiamo di non perdere mai la speranza.

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2 thoughts on “Le Ninfe di Bracciano

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