Diversità Elemento di Vita

Diversità Elemento di Vita: è il titolo che Mauro Sgarbi ha dato alla sua opera nel Nuovo Mercato Esquilino. Una presa d’atto di come l’identità del nostro rione non nasca dall’esclusione, dall’alzare barriere, ma da dialogo tra mondi, differenti solo in superficie.

Perchè un pesce può essere un’orata, per cui tanto l’Imam ha rotto le scatole, o un colorato abitante della barriera corallina, ma in fondo, sempre un pesce è, con le sue pinne, le squame e le branchie.

Così tutti noi, al di là delle nostre paturnie, bislacche abitudini e ancora più strane credenze, siamo umani, con la nostra follia e dignità. E come diceva Pascal

L’uomo non è che una canna, la più debole della natura ; ma è una canna pensante. Non c’è bisogno che tutto l’universo s’armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d’acqua basta ad ucciderlo. Ma anche se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancora più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità su di lui; l’universo invece non ne sa niente. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. E’ con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e il tempo che potremmo riempire. Studiamoci dunque di pensare bene: questo è il principio della morale.

 

E il pensare bene, non significa rinchiudersi in eremo, per inseguire astratte elucubrazioni, ma si realizza nell’azione concreta, nel conoscere e riconoscere l’Altro, non come diverso, ma come parte della propria e fonte di crescita interiore.

Ciò che ha fanno fatto ieri Le Danze di Piazza Vittorio, accogliendo, confrontandosi e imparando dal gruppo Tierra Argentina, portavoce della musica e delle danze del loro paese.

 

Poi, come tradizione, a ballare e suonare davanti al Gatsby… Sempre parlando del murale, c’è sempre qualche solone che dice

“Non è arte, è illustrazione !”

Il che fa pensare, dopo anni e anni di Lowbrow, che sia ancora una concezione settaria dell’Arte, interpretata come una specie di condanna a cui deve sottoporsi l’intellettuale e l’uomo comune non può comprendere.

 

L’Arte è Gioco, irruzione della Bellezza nella Vita, intuizione assoluta, perché semplice e comprensibile a tutti… E così, nella Danza e nella Musica, noi ne celebriamo la sua forza anarchica, che sfugge a ogni prigione e costrizione del Potere e la sua universalità, il suo essere comune a ogni uomo.

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