Caccia al tesoro all’Esquilino ?

KONRAD_MÄGI_1922-1923_Itaalia_maastik._Rooma

Il prossimo ottobre alla GNAM, si terrà una mostra dedicata all’artista Konrad Mägi, il papà della pittura estone, artista visionario, i cui quadri sono delle esplosioni di colore.

Konrad, proprio per il suo talento, divenne un simbolo del nazionalismo estone e questo fu l’origine della sua sfortuna: nella Seconda Guerra Mondiale, prima i nazisti, poi i sovietici, considerando la sua arte degenerata, ordinarono la rimozione di ogni sua opera dai musei, la  damnatio memoriae e la denigrazione della sua persona e delle sue opere, grazie a critici e artisti al soldo del regime, che si impegnarono a fondo nell’arte della calunnia.

Insomma, un’anticipazione in grande stile di quello che i consiglieri 5 Stelle e i loro scherani vorrebbero compiere ai danni di Mauro Sgarbi…

In ogni caso, sino alla seconda metà degli anni ’50, l’esposizione pubblica e ogni approfondimento sull’arte di Konrad Mägi erano proibite. La messa al bando si stemperò alla fine degli anni ’50 e solo nel 1978, in occasione del Centenario della nascita dell’artista, venne completamente riabilitato.

Vabbè, direbbe Li er Barista, con tutta la solidarietà a questo tizio, che ci ricorda i danni che può combinare il Potere quando odia il Bello, ma a noi esquilini che ce frega ?

Il fatto che è sappiamo che Konrad, nella sua vita, ha dipinto circa 400 opere: nel suo catalogo ne sono presenti, però solo 200.

Il buon Li potrebbe ribattere con un

Me spiace, ma saranno in qualche soffitta de Tallin, mica ne lo sgabuzzino der bar mio...

Invece, non è proprio così… Tra il 1921 e il 1922, Mägi venne in Italia, per brevi ma artisticamente intensi soggiorni a Roma, Venezia e Capri. Luoghi da cui lui, uomo del Baltico, che essendo vissuto a Riga, posso testimoniare che non è bel posto in cui vivere, con il freddo e l’umidità che ti si porta via, venne affascinato.

La luce, la vitalità, il fascino dell’arte italiana sembravano avere la meglio sulla depressione esistenziale che corrode l’animo, tanto complesso e affascinante, degli abitanti di quelle terre. Mägi aveva raggiunto una serenità che si rifletteva nella sua pittura, per cui, si mise a dipingere come un dannato.

Si sospetta quindi che parte delle opere perdute siano in Italia: per cui, L’Ambasciata della Repubblica d’Estonia a Roma, per conto del Museo Estone d’Arte di Tallinn, ha lanciato un appello per provare a rintracciarle, dato che da quelle parti sono convinti che in qualche casa privata ci siano ancora suoi dipinti, magari ignorati e trascurati.

konradmagi16

Ora benché le testimonianze scritte, come le cartoline spedite a casa, danno l’indicazione che il buon Konrad abbia dimorato dalle parti di Prati, alcuni poligrafi estoni, basandosi su delle sue foto, che rappresentano il Mercato di Piazza Vittorio, l’Arco di San Vito e Sant’Eusebio, sospettano che abbia frequentato anche l’Esquilino…

Per cui, nell’ipotesi, che io reputo assai remota, che vi troviate per casa un Mägi, potetesegnalarne la presenza all’Ambasciata Estone a Roma, inviando anche una immagine sull’email embassy.rome@mfa.ee (tel. 06 844 075 10). Gli esperti del Museo di Tallinn studieranno l’immagine e la eventuale documentazione e, se ne riconosceranno la paternità al maestro, provvederanno, se necessario, ad assicurarne la conservazione.

Ora, dato che non credo siano previsti premi in denaro, dubito che Li er Barista e Cugino Tong si dedichino a questa caccia al tesoro… Però se ve li ritrovaste davanti l’uscio, con la scusa di volervi aiutare a a sistemare sgabuzzino, soffitta o cantina, potreste anche accoglierli con una bella bastonata in capo…

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