Iklania

 

E’ interessante notare come la tomba del Grifone non sia un unicum, ma sia una tante tracce che del legame che legano la Messenia al mondo minoico; la maggior parte di queste provengono dal villaggio di Iklania, a circa a 4 Km a sud di Pilo. Sino a una decina di anni fa, era considerato un sito miceneo secondario, corrispondente probabilmente a uno dei nove capoluoghi di distretto della cosiddetta Provincia Citeriore del regno miceneo, l’ a-pu2[-we].

Nel 2006 la missione archeologica della University of Missouri St. Louis, invece scoprì una realtà ben diversa: in un’epoca antecedente alla fondazione del megaron di Pilo e corrispondente all’orizzonte temporale della tomba del grifone, Iklania era uno dei centri elladici più importanti del Peloponneso, capace di rivaleggiare con Micene.

Sono stati identificati, in questi undici anni di scavo un santuario all’aria aperta, che potrebbe anche identificarsi con pa-ki-ja-ne citato nelle tavolette di Pilo, che fungeva oltre che da centro religioso, da sito di produzione e ridistribuzione di beni di lusso, un sistema di drenaggio delle acque sorprendentemente avanzato, con fogne in pietra ed un sistema di erogazione dell’acqua attraverso un elaborato percorso di tubi di argilla, analogo a quelli identificati nei palazzi cretesi e una struttura che gli archeologi hanno battezzato terrazza ciclopica, che domina l’intero sito ed è composta da massi di calcare lavorato assemblati tra loro con l’aiuto di blocchi più piccoli.

La terrazza ciclopica sosteneva un megaron di circa due o tre piani andato, purtroppo, distrutto. Alcune stanze del complesso edilizio sono sopravvissute sull’altopiano a sud ed attraverso di esse si può avere un’idea della datazione e della funzione di questo complesso monumentale, che fu abbandonato all’epoca della costruzione del palazzo di Pilo.

 

Iklania1

In particolare, tra le rovine di tale megaron sono stati trovati frammenti di affreschi che, come quelli di Tebe, di poco precedenti, rappresentano una processione femminile, il che fa pensare come alcune pratiche della complessa religione cretese fossero state adottate in ambito elladico e soprattutto navi, il che implica come la Messenia già all’epoca fosse integrata nel commercio minoico.

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Ma la scoperta più importante è una tavoletta in Lineare B, forse la più antica, date tutte le polemiche sul ciottolo di Kafkania, che risalirebbe al 1430 a.C. Tavoletta, che come le successive, reca iscrizioni su entrambi i lati e svolge un ruolo burocratico e amministrativo: da un verso vi è un elenco di nomi maschili accompagnati da numeri; sull’altro verso vi è un elenco di prodotti di cui si è conservata solo l’intestazione che recita “fabbricato” o “montato”.

Ora, dato il ruolo manifatturiero dei santuari micenei, è probabile tale tavoletta fosse una sorta di rendiconto, di quanto prodotto e dei beni da consegnare come pagamento agli artigiani su libro paga. Questo tipo di dati veniva conservato in genere solo per un anno fiscale, quindi la tavoletta non era stata creata perché durasse a lungo.

Per cui, era lasciata essiccare al al sole, ed era quindi fragile e facilmente deperibile. La fortuna degli archeologi è che tavoletta fu buttata in un pozzo insieme all’immondizia che per motivi igienici fu successivamente bruciata. Col il fuoco la indurì, permettendole di arrivare ai nostri giorni.

Tavoletta che pemette da una parte di anticipare il processo di nascita della Lineare B, evidenziando il ruolo di mediazione culturale svolto dalla Messenia: il che renderebbe più difficile interpretare la tomba del Grifone come quella di un predone di ricchezze cretesi.

Dall’altra, come lo sviluppo della complessa e per noi moderni poco comprensibile macchina burocratica e amministrativa elladica, fosse ben più precoce di quanto immaginato…

2 pensieri su “Iklania

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