Attarsiya di Ahhiyawa

Attarsiya

Chiusa la parentesi delle polemiche politiche, torno a parlare della tarda età del bronzo , descrivendo la prima figura, affascinante figura che possiamo associare al mondo elladico, Attarsiya di Ahhiyawa, le cui gesta, risalenti al 1450 a.C. contemporanee al periodo di apogeo di Iklania e alla tomba del Grifone di Pilo, sono purtroppo conosciute solo dalle fonti Ittite.

Per comprendere bene questa figura, dobbiamo fare un piccolo excursus storico sull’epoca. Il gran re ittita Tudhaliya (che per la sua strana abitudine di replicare più volte la cerimonia di incoronazione, ha provocato più di un mal di testa agli archeologici, che per anni hanno attribuito il suo regno a due persone differenti) dopo avere fatto pulizia degli altri pretendenti al trono, ad Hattusa la successione si regolava in modo analogo a Games of Throne, come tradizione delle sua dinastia, sogna l’espansionismo in Siria: i ricchi principati della zona e lo sbocco sul Mediterraneo sono troppo appetibili.

Il problema è che per poter intraprendere una qualsiasi campagna di conquista, deve prima rendere sicure le altre frontiere: nelle Terre Alte, nell’Anatolia Pontica, vi era il problema dei Kaska, che praticavano la transumanza verticale e i cui pascoli coincidevano con la principale area fornitrice di orzo degli ittiti, sempre a rischio carestia. Difenderla dai vicini e dalle loro pecore, era quindi una necessita vitale per Hattusa.

Nelle Terre Basse, prossime all’Egeo, vi era la cosiddetta area Arzawa. I luvi che l’abitavano erano divisi in tanti staterelli, in perenne guerra tra loro: il che rendeva insicura la diramazione della via dello Stagno diretta in Anatolia, mettendo così in crisi la produzione di bronzo degli Ittiti. Ancora peggio, se qualcuno dei tanti staterelli avesse preso il sopravvento: in tale caso, si sarebbe espanso ai danni degli Ittiti. L’unico modo per venire a capo di questo manicomio era di imporre ai luvi dei capi che fossero vassalli fedeli di Hattusa

Tudhaliya, dopo avere trovato un accomodamento diplomatico con i Kaska, decide di intraprendere una vigorosa azione preventiva contro i Luvi invadendo i territori dell’ovest, con una serie di attacchi devastanti; le armate ittite giungono sino alla Terra del fiume Seha, ad Arzawa Minor e ad Hapalla. In più, per rafforzare la situazione, organizza una deportazione di massa ad Hattusa di uomini ed animali.

La devastante offensiva ittita scatena la poderosa reazione: 22 stati dell’Ovest (tra i quali troviamo Wilusa, la Troia omerica) danno vita a quella che gli annali del sovrano chiamano lega Assuwa, contrattaccando; ma ancora una volta, con un drammatico assalto notturno, le forze hanno la meglio, sconfiggendo la lega e catturandone il leader Piyama-Kurunti.

Poi, a scanso di equivoci, Tudhaliya, anche per tenerli lontani da Hattusa e dalla tentazione di complottare contro di lui, impone come re ai vari staterelli luvi i suoi parenti: uno di questi dovrebbe essere Madduwatta che, secondo varie ipotesi, dovrebbe essere il figlio o nipote Muwa, capo delle guardie reali (Gal Mesedi) del precedente re Muwatalli I; Muwa, con l’appoggio Hurrita, aveva cercato di sottrarre il trono allo stesso Tudhaliya, ma era stato sconfitto in battaglia.

Così sia toccato a Madduwatta non si è ancora ben capito, ma a rigore di logica, doveva essere ben lontano da Hattusa e sul mare. E li sarebbe stato dimenticato, se non fosse apparso nella storia il buon Attarsiya. Di lui sappiamo che era acheo. Le fonti ittite non lo definiscono Lugal, Gran Re, ma governante, il che lascia aperte tante ipotesi. All’epoca esisteva già lo una sorta di stato miceneo unitario, qualsiasi sia stata la sua organizzazione, ma non aveva ancora sufficiente prestigio internazionale per avere tale riconoscimento diplomatico ? Oppure Attarsiya era a capo solo di una porzione della Grecia, ancora non identificata ?

In ogni caso, è in grado di mettere in piedi una numerosa flotta e un esercito agguerrito, che le tavolette di Hattusa, forse usando una cifra simbolica, quantificano di 100 carri e 10000 fanti. Attarsiya, dopo avere sottomesso Mileto e imposto un tributo ai Lukka, i Lici, conquista il regno di Madduwatta, il quale, vista la malaparata, se ne va in esilio da Tudhaliya. Il re ittita a quanto pare, non ha voglia di combattere gli Achei, li considera poco più che una scocciatura e visto che i luvi stanno sfuggendo al controllo, decide di nominare Madduwatta re del paese del Monte Zippasla, in modo da costituire uno stato cuscinetto tra loro e il regno Ittita.

Madduwatta, invece di starsene buono e tranquillo, decide di approfittare del caos luvio e invade Arzawa, tradendo i patti stipulati con Tudhaliya : non l’avesse mai fatto… Piyama-Kurunti, da guerriero indomabile, non solo sconfigge il suo esercito, ma invade il paese del Monte Zippasla, mettendolo a ferro e fuoco. Tudhaliya, vedendo in pericolo le Terre Basse, a malincuore è costretto a intervenire, sconfiggendo per l’ennesima volta i luvi, reinstallando Madduwatta come regnante nella zona.

Di questa guerra intestina, ne approfitta Attarsiya, che non solo saccheggia con equanimità i territori luvi e hittiti, ma incrementa a dismisura le sue conquiste, occupando sia il regno di Dalawa, sia il paese del Monte Zippasla, cacciando per l’ennesima volta Madduwatta. Tudhaliya, visto che la situazione sta sfuggendo di mano, decide stavolta di intervenire, mandando un esercito guidato dal generale Kisnapli. Ora, nonostante le fonti ittite cerchino di minimizzare la questione, citando la morte di Kisnapli e del suo braccio destro Zidanza, come se avessero perso un duello, è probabile che l’esercito di Hattusa subisca una clamorosa sconfitta.

Il dolore fa morire Tudhaliya di crepacuore e gli succede il figlio Arnuwanda che deve affrontare una situazione complicatissima: i Kaska rinnegano i trattati stipulati con il padre, in Siria le sue truppe sono in difficoltà per l’offensiva hurrita e i luvi si ribellano per l’ennesima volta.

In questo frangente, Madduwatta fa un clamoroso voltafaccia: riconosce un tributo a Attarsiya, che gli restituisce il possesso di Zippasla e gli cede metà del regno di Dalawa. Però Arnuwanda, vista la situazione difficile, chiude un occhio e gli chiede di intervenire contro il regno ribelle di Hapalla: cosa che Madduwatta fa senza troppi problemi, ma invece di consegnare la sua conquista al regno Ittita, se la tiene per sé, provocando le vibranti proteste di Arnuwanda.

La minaccia di una guerra, costringe Madduwatta a cedere alla richiesta, ma il re di Zippasla, per ripicca, passa al nemico, dando come moglie a Kupanta-Kurunta, il nemico giurato degli Ittiti, la propria figlia, cercando così di rafforzare la propria posizione.

Così Madduwatta, Kupanta-Kurunta e Attarsiya formano un’alleanza e da buoni compari, negli anni successivi si spartiscono Arzawa, togliendola dal controllo ittita. Per di più, Attarsiya, che forse controllava già il commercio del rame sardo e dello stagno nel Vicino Oriente, decide di compiere un colpo gobbo. Per controllare tutto il commercio delle principali materie prime dell’età del Bronzo, con Madduwatta e i vassalli Lukka, invade il regno di Alysia, la nostra Cipro, conquistandola e appropriandosi delle sue miniere di rame.

Questo successo, che testimonia come l’acheo sia mossa da una sorta di disegno geopolitico, approfittare del caos anatolico per controllare il mercato del bronzo e quindi puntare un coltello in gola alle potenze del Vicino Oriente, però ha vita breve…. Dopo pochi anni, Attarsiya muore in circostanze misteriose e il caos che si scatena nei territori da lui conquistati, permette la controffensiva hittita…

3 pensieri su “Attarsiya di Ahhiyawa

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