Capodanno Cinese 2018

 

Questa domenica salto il turno sul parlare dei potenziali eroi italiani dei romanzi steampunk, la prossima settimana comincerò a parlare degli esploratori italiani in Indonesia, e come tradizione, racconterò il mio diario minimo dedicato al Capodanno Cinese a Piazza Vittorio.

Diario che questa volta, comincia il sabato, a pranzo… Grazie alla dritta di un amico, non di Li, ormai grande fautore della cucina ebraico romanesca, sono andato a provare la ravoleria cinese che ha preso il posto del Caffè Termini a via di Santa Croce in Gerusalemme: premesso che lo ritenevo un ottimo bar, spesso ci facevo colazione, non solo tra quelli che si è strappato le vesti nel cambio di destinazione.

Perché ritengo che non conti la nazionalità di un locale, ma la sua qualità… Preferisco senza dubbio mille volte l’Hang Zhou di Sonia a qualsiasi bettola tenuta da italiani. Ora, questa ravioleria, dal nome impronunciabile, è un guadagno, non una perdita per il Rione. Già il fatto che realizzi i ravioli a vista e che presenti cibi tradizionali, è un punto di merito

 

Detto questo, stamattina, vedendo il tempo, temevo il peggio: in più ero assai dispiaciuto, avendo assistito da mesi ogni mattina, mentre andavo al lavoro, alle prove dei vari spettacoli, dal fatto che la pioggia mandasse in fumo i tanti sforzi.

Fortuna che Giove Pluvio, o meglio il buon Ying Long, il drago signore della pioggia e della siccità, alleato dell’Imperatore Giallo, che aiutò a sconfiggere il selvaggio Chi You nella mitica battaglia di Zhuolu, scatenando un diluvio e facendo alzare una fitta nebbia, che confuse i barbari nemici degli Han, è stato clemente

 

Per cui la festa è potuta cominciare, con le tradizionali danze del Leone e del Drago. O meglio, la prima, secondo Lì, ma non ci metterei la mano sul fuoco e del Nian un mostro che vive negli abissi marini oppure sulle montagne. Esso compare una volta ogni primavera, oppure intorno alle giornate del Capodanno cinese, per attaccare la gente, tra cui predilige i bambini. Il Nian è sensibile ai rumori troppo forti, ed ha paura del colore rosso.

Per cui, si balla e si suona il tamburo per cacciarlo, assieme agli altri spiriti maligni, affinché il nuovo anno sia un nuovo anno ricco e fortunato.

 

Lo stesso principio vale per il drago, i draghi sono portatori di buona sorte, riflesso delle loro qualità principali, oltre che di forza e dignità, anche di fertilità, saggezza e di fasto. L’apparizione di un drago è spaventosa e sfrontata, ma allo stesso tempo di disposizione benevola, qualità antitetiche che hanno portato l’animale fantastico ad essere associato all’autorità imperiale.

Concedetemi però una piccola divagazione: da meneghino adottato, ho assistito al cambiamento della zona di Via Paolo Sarpi. Premesso che paragonarla all’Esquilino è un poco forzato, se dovessi trovare un equivalente milanese, penserei più alla zona di Via Padova, con i suoi mille popoli e il fatto che i media abbiano più interesse a evidenziarne più i problemi che gli aspetti positivi, però quando vivevo a Conchetta, ogni santo giorno dovevo leggere sui giornali la lenzuolata di turno su quella via degradata.

In dieci anni, grazie alla volontà politica e agli investimenti, quella che era considerata la vergogna di Milano ne è diventato un fiore all’occhiello. Cosa che manca qui a Roma, specie in relazione al nostro amato rione

Zhang

In attesa che la nostra politica si svegli, però, anche per dare una risposta concreta ai soloni dal ricco portafoglio che scrivono su tanti giornali, che predicano a sproposito, la vera integrazione nasce dal basso. Su questo, noi de Le Danze di Piazza Vittorio non ci tiriamo indietro: per cui, grazia alla nostra signora Zhang, entusiasta allieva di danze popolari, gran cuoca e insegnante di cucina cinese, abbiamo celebrato l’anno del Cane con un sontuoso banchetto

E dato che amiamo la musica e la danza, non potevamo non ballare, a modo nostro

 

Per cui, al prossimo Capodanno, che questo anno del Cane sia propizio a tutti noi !

Fine

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