Quer Pasticciaccio brutto di Cambridge Analytica

2016 Concordia Summit Convenes World Leaders To Discuss The Power Of Partnerships - Day 1

Dato che forse sono stato tra i primi in Italia a parlare della Cambridge Analytica e della sua influenza nelle ultime presidenziali americane, è da stamane che amici e conoscenti mi chiedono un parere sulla vicenda. Così, per soddisfare la loro curiosità, butto giù qualche riflessione svagata

Punto primo: questa storia è il classico segreto di Pulcinella. Nelle riviste, nei forum e sui siti specializzati sull’IA, sui Big Data e sul Machine Learning si discuteva animatamente degli algoritmi utilizzati e delle modalità di raccolta dei dati sin dalla primavera 2016. In più, due o tre settimane prima dell’elezione di Trump, in numerosi giornali degli swing state, gli stati USA in cui non predominano tradizionalmente Repubblicani o Democratici e che con i loro voti elettorali sono determinati nell’elezione del Presidente, vi erano articoli ed editoriali assai accurati sul tema.

Ma i nostri giornalistoni, convinti della vittoria della Clinton e incapaci di mettere il naso fuori dal loro attico newyorkese, li hanno bellamente ignorati e ora cadono dal pero.

Punto secondo: Cambridge Analytica non si è inventato nulla. Di fatto ha svolto un ruolo di system integrator, comprando moduli sviluppati su TensorFlow da aziende terze, alcune anche italiane, modificandoli in modo potessero interagire tra loro e  cambiandone lo scopo da marketing commerciale a marketing elettorale. Paradossalmente, la Clinton, avendo l’appoggio incondizionato dei big della
Silicon Valley, poteva far di più e meglio di Trump in tale ambito. Il fatto che, a differenza dell’avversario, non si sia fidata dell’IA e dei Big Data, è stato un atto di cecità intellettuale, che è stato pagato con gli interessi

Punto terzo: Come funziona la soluzione di Cambridge Analytica ? Di fatto lavora su due livelli. Il primo, la macro trend analysis, individua le tendenze dell’elettorato e cerca di individuare la strategia migliore per condizionarlo: per far questo, compra dati personali dai broker e assieme alle informazioni ottenute dalla trend analysis sui social media, alimentano un motore di predictive analysis, che ipotizza cosa potrebbe accadere con un certo grado di probabilità e di prescriptive analytics, che, tramite simulazioni, definisce il set di azioni più efficaci per incrementare la probabilità che si realizzi un evento favorevole al committente.

Tutta la campagna elettorale di Trump, con le dichiarazioni sopra le righe, le fake news e i twit aggressivi è stata costruita a tavolino in funzione dei risultati di tale engine.

Il secondo livello, quello più innovativo dal punto di vista tecnico, è quello del motore di “microtargeting comportamentale”. In pratica, dai dati raccolti su facebook, tale engine permette un profiling spinto del singolo, definendo così la strategia migliore per convincerlo a votare un partito, piuttosto che un altro: cosa che Trump ha applicato in massa negli swing state, alla vigilia delle elezioni.

Centinaia di migliaia di elettori americani sono stati catalogati, suddivisi in cluster molto granulari; per ognuno di questi cluster sono stati individuati dei argomenti target che avrebbero orientato il loro voto verso il candidato repubblicano. Così, questi elettori, nelle ultime due settimane prima del voto, sono stati subissati da mail, messaggi suoi social, telefonate che parlavano alla loro pancia e che facevano apparire Trump come Bene e la Clinton come il Male, condizionando così la loro opinione.

Se la discussione sul microtargeting negli Usa risale almeno ai tempi di Bush Junior, un conto è la teoria, un conto è la pratica. Come ci sia riuscita la Cambridge Analytica è oggetto di animate discussioni: la mia opinione, per quel che vale, è che abbiano implementato un qualcosa del genere su una deep neural network.

Punto quarto: Tutto ciò è legale ? Secondo la legge USA, la macro trend analysis lo è. Per il microtargeting comportamentale, invece, si entra in un’area grigia. La questione è che per alimentare il relativo engine, un ricercatore della Cambridge Analytica ha realizzato un’app per raccogliere dati su Facebook, spacciandola per test psicologico, che è servita a profilare l’americano medio. Anche questa cosa, può sembrare strano, negli USA non viola legge.

Il problema è che per il contratto di servizio di Facebook, sempre nel rispetto della legge americana, tali dati non appartenevano alla Cambridge Analytica, ma alla società di Mark Zuckerberg. Per questo, nei termini d’uso, è vietato ai proprietari di app di condividere con società terze i dati che raccolgono sugli utenti

La Cambridge Analytica, avrebbe potuto tranquillamente usufruire di tali dati, pagandoli però a peso d’oro, ma se ne è fottuta altamente, utilizzandoli senza permesso, violando le condizioni d’uso, anche se il buon Saul Goodman direbbe che, essendo il ricercatore un impiegato della Cambridge Analytica, questa aveva la proprietà intellettuale di tale app e quindi non poteva configurarsi come società terza.

Così, per tale violazione contrattuale, Facebook avrebbe potuto fare causa alla Cambridge Analytica o per lo meno, sospendere i suoi account; per evitare ciò, dopo la vittoria di Trump e aver riscosso il relativo pagamento, Cambridge Analytica ha provveduto ad autodenunciarsi con Facebook, dicendo di avere scoperto casualmente di essere in possesso di dati ottenuti in violazione dei termini d’uso e di averne disposto subito la distruzione.

Facebook, applicando il principio di cosa fatta, capo ha, ha fatto finta di nulla, finché, saputo dell’inchiesta del Guardian che sta riportando in auge questa storia, per evitare, con scarsi risultati, di farsi trascinare nella polemica, con sommo ritardo ha sospeso l’account della Cambridge Analytica.

Per cui, il problema non è  più cosa ha fatto Cambridge Analytica, ma cosa non ha fatto Facebook, per tutelare i suoi utenti e i suoi azionisti.

Punto Quinto: La Cambridge Analytica ha avuto dal 2012, come cliente, un partito italiano. Sicuramente, questo ha usufruito della macro trend analysis e prendendo come esempio la campagna elettorale di Trump, è facile capire chi possa essere il soggetto in questione. E’ legale ? Se il broker rispetta tutta la normativa sul trattamento dei dati personali, sì. Poi il fatto che non mi piaccia una politica basata su fake news e sull’offesa continua dell’avversario, è un altro paio di maniche.

Al contrario, il microtargeting comportamentale non è legale. Però,a meno di scoop delle prossime ore, ho forti dubbi, visto che le tariffe per questo servizio sono superiori a quanto si possono permettere i partiti o movimenti italiani, che sia stato utilizzato nelle nostre elezioni.

4 pensieri su “Quer Pasticciaccio brutto di Cambridge Analytica

  1. Pingback: Epidemie, fake news e propaganda | ilcantooscuro

  2. Pingback: Cognitive Bias, Eco Chambers e Propaganda | ilcantooscuro

  3. Pingback: Trump, Iran e Teoria dei Giochi | ilcantooscuro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...