Il non Mausoleo di Galla Placidia

 

Tutti conoscono il mausoleo di Galla Placidia, uno dei gioielli paleocristiani di Ravenna, per lo splendore dei suoi mosaici: pochi però sanno come tale denominazione sia probabilmente fittizia, mancando qualsiasi certezza sulla destinazione funebre dell’edificio.

Di fatto non abbiamo la più pallida idea di dove sia stata seppellita Galla Placidia: il fatto che sia avvenuta a Ravenna è citato solo nel Liber pontificalis ecclesiae ravennatis da Agnello Ravennate, autore con un rapporto a volte creativo con la Storia, scritto quattro secoli dopo la morte dell’imperatrice.

Sia l’ipotesi che sia sepolta a Milano nella cappella di Sant’Aquilino o nel Mausoleo Onoriano a San Pietro, non sono sostenute da prove certe.

Benché nel giugno 1458 nel Mausoleo Onoriano o Capppella di Santa Petronilla fosse trovato un sontuoso sarcofago in marmo contenente due bare in cipresso, una grande e una piccola, foderate d’argento, con all’interno due corpi, un adulto e un bambino, avvolti in vestiti intessuti d’oro, non è per nulla provato che questi due membri della famiglia imperiale siano Galla e il suo primogenito Teodosio.

Così racconta un testimone dell’epoca, Nicolo’ della Tuccia da Viterbo

Si disse che i corpi erano quelli di Costantino e di suo figlio piccolo . Non fu trovata alcuna testimonianza scritta ne’ alcun segno a parte una croce con questa forma (greca)

Per cui è probabile che il corpo trovato non fosse di una donna… Solo che purtroppo ogni testimonianza concreta di quella scoperta è stata distrutta… Niccolò continua dicendo

Papa Callisto III prese possesso di ogni cosa e mando’ l’oro e l’ argento alla zecca

1200px-Church_of_Santa_Maria_della_Febbre,_Rome-1629-Pieter_Jansz._Saenredam

Però, proprio il Mausoleo Onoriano, ci da l’idea di come potesse essere una tomba imperiale dell’epoca: di forma circolare, analogo ai mausolei costantiniani e internamente ottagonale, con otto grandi nicchie nel muro, in cui Onorio e le moglie furono seppelliti, in sarcofaghi di porfido. Insomma, qualcosa di ben diverso del Mausoleo di Galla Placidia. Un paio di studiosi, tra l’altro, hanno interpretato il secondo mausoleo presente, collegato all’Onoriano con un nartece, che nel Medioevo diventerà Santa Maria della Febbre, normalmente considerato come cenotafio di Teodosio, potesse essere l’estrema dimora dell’imperatrice, in modo che risultasse sepolta accanto al fratello. Ma anche per questa ipotesi mancano prove documentali.

Però, qualcosina dal punto di vista architettonico e iconografico possiamo dirla: in origine il Mausoleo era ben diverso da quanto appare oggi: non era infatti un edificio isolato, ma era collegato tramite un nartece alla chiesa di Santa Croce, a sua volta integrata nel palazzo imperiale di Galla Placidia. Di fatto, la sorella di Onorio sembrerebbe aver replicato a Ravenna la struttura del Palatium Sessorianum: per cui, se prendiamo come riferimento la pianta di Santa Croce in Gerusalemme, che Galla aveva fatto decorare con ricchi mosaici, il Mausoleo, come posizione non coinciderebbe con un edificio funerario, ma con la Cappella delle Reliquie. Per cui, darebbe più l’idea di un martyrion, che di una tomba, di cui condivide la tipica struttura pianta centrale, sovrastata da una cupola

Continuando con lo stesso ragionamento, l’ipotetica cappella disposta simmetricamente rispetto al mausoleo, dall’altro lato del nartece, di cui però mancano le evidenze archeologiche, che alcuni studiosi identificano con quella di San Zaccaria, fatta costruire Singledia, nipote di Galla, coinciderebbe invece con il battistero, sempre prendendo a modello la basilica romana.

Infine la tipologia di mosaici, che sono simili a quelli del battistero di San Giovanni in Fonte a Napoli, a quelli della Rotonda di San Giorgio a Tessalonica e del battistero Neoniano, sempre a Ravenna, è utilizzata in ambiti ben diversi, da quelli funerari. Per cui, data la presenza della rappresentazione di San Lorenzo prossimo al martirio, nulla vieta che l’edificio, più che un Mausoleo, possa essere una cappella dedicata alla memoria di tale santo, in cui forse Galla Placidia conservava le presunte reliquie

4 pensieri su “Il non Mausoleo di Galla Placidia

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