Io sto con il MURo

Come sapete, da quando le Danze di Piazza Vittorio hanno lanciato il progetto Street Attack, basato sull’utilizzo del linguaggio della street art per la costruzione di un’identità condivisa tra le tante anime dell’Esquilino e di un ponte tra le tante culture che lo popolano, si sono dovute scontrare con l’opposizione pregiudiziali di  alcuni intellettuali e artisti, chiamiamoli così, per farli contenti, del Rione.

Opposizione i cui motivi, poco chiari e trasparenti, non sono mai stati chiariti, data la tendenza di tali soggetti a fuggire a gambe levate, ogni volta che si profilava ogni minima occasione di confronto.

In questi anni ci siamo dovuti confrontare con pseudo lettere aperte, in cui quei tizi, con la poca onestà intellettuale che li contraddistingue, hanno spacciato il loro punto di vista, numericamente trascurabile, per quello di un’intera associazione, con chiacchiere al limite della diffamazione e interrogazioni al municipio compiute da loro amici politicanti…

Eppure, siamo stati fortunati, sia per il continuo appoggio degli abitanti del Rione, sia perché, grazie a Dio, non siamo mai stati vittima di brutti episodi come quelli accaduti ai ragazzi del Progetto MURo,Museo di Urban Art di Roma che, per chi non lo sapesse, è museo a cielo aperto di Street Art, nato nel 2010 grazie ai primi murales realizzati da Diavù nell’area storica del quartiere Quadraro, all’incrocio tra il V e il VII Municipio del Comune di Roma, e ha attualmente opere visitabili in molti altri quartieri.

Il MURo è un progetto site-specific, ovvero ideato per far relazionare gli artisti con la conformazione e la storia dei luoghi di convivenza sociale dove realizzano le proprie opere e community-specific, ovvero mira a percepire e rispettare lo “spirito dei luoghi” e della comunità in cui interviene ed è condiviso coi cittadini, si confronta con le loro idee e le loro storie (soprattutto con coloro che vivono o frequentano le aree interessate dalle opere.

Per capire ciò che è successo, lascio la parola ai protagonisti

La sera di martedì 10 aprile 2018 l’artista David Diavù Vecchiato nonché direttore artistico e ideatore del progetto M.U.Ro. Museo di Urban Art di Roma, ed un nostro associato ed assistente esecutivo del progetto, Giorgio Silvestrelli, sono stati vittime di un’aggressione violenta mentre ultimavano dei ritocchi a un murale in via Decio Mure, nel quartiere Quadraro.

L’aggressione è stata perpetrata da un personaggio già noto alle forze dell’ordine che in passato aveva minacciato di morte Vecchiato ed aveva già aggredito il nostro associato Silvestrelli. Ebbene questa volta, sempre il medesimo soggetto, è passato alle vie di fatto anche nei confronti del noto artista, al quale ha provocato un trauma facciale e un trauma in regione cervicale.

L’aggressore ha addirittura motivato il proprio comportamento in quanto, a suo dire, vuole decidere i soggetti raffigurati nelle opere d’arte del progetto MURo e vuole inoltre ricavare benefici economici – per sé e per altri cittadini del quartiere da lui non meglio specificati – da parte della nostra Associazione Culturale.

Tralasciando l’assurda pretestuosità delle predette affermazioni che denotano la matrice intimidatoria dell’attacco, l’aggressore sta inoltre diffamando noi e il nostro progetto sui social network, coperto da falsa identità, e promuovendo con minacce e autocompiacimento il proprio operato violento ed intimidatorio nei nostri confronti.

Sembra in questo modo voler infangare il grande contributo che il progetto M.U.Ro. ha dato a tutto il quartiere del Quadraro Vecchio e i benefici che questo ha portato al suo interno.

Infatti il progetto MURo nasce al Quadraro vecchio nel 2010 grazie a un’idea di David Vecchiato, in arte Diavù. L’artista, internazionalmente noto nell’ambito dell’Urban Art, è un abitante del quartiere romano, così come lo erano i suoi nonni materni già dagli anni 50 del 1900, e per spontanea volontà di portare alla luce alcune delle storie del territorio e di iniziare un processo di valorizzazione culturale e artistica dello stesso, Diavù dipinge nel corso di questi otto anni 7 opere di Street Art al Quadraro e 6 a Torpignattara (di cui 9 donazioni e 4 su commissione). Già dal 2011 l’artista inizia con altri cittadini un percorso di autofinanziamento e di volontariato che permetterà la nascita dell’Associazione Culturale MURo e il coinvolgimento di 32 artisti di tutto il mondo e di fama internazionale*, di cui molti ben quotati sul mercato artistico, per realizzare altre 27 opere di Urban Art nei due quartieri periferici di Roma, di cui 24 nell’area del Quadraro Vecchio. Molte di queste opere vengono realizzate a titolo completamente gratuito e nascono grazie al confronto tra alcuni cittadini del quartiere e gli artisti che Vecchiato presenta loro, e che in alcuni casi ospitano nelle proprie abitazioni, e allo stimolo che questi ultimi offrono ai primi. Queste peculiarità faranno definire dalla stampa il M.U.Ro. un progetto artistico “community specific”, che verrà poi imitato in molti altri progetti simili altrove. Alcune delle opere del M.U.Ro. del Quadraro e di Torpignattara sono state protagoniste di due documentari di Sky ARTE, di 50 minuti ciascuno, nel 2013 e nel 2015.

Grazie a queste iniziative volte alla realizzazione di 40 opere d’arte su 24 pareti private e 10 muri pubblici nel corso di questi otto anni, il Quadraro per l’opinione pubblica viene sempre meno ingiustamente additato come covo di ripetuti episodi di cronaca nera e viene sempre più considerato un quartiere della Città Eterna di rilevante importanza ed è recensito dai più importanti media nazionali ed internazionali come un luogo assolutamente da visitare, ricco di Arte e di Storia.

Tornando a quanto accaduto lo scorso 10 aprile 2018, l’opera muraria a cui l’artista Diavù stava dando gli ultimi ritocchi è stata commissionata alla nostra Associazione dal VII Municipio di Roma. L’opera vede come protagonista una delle vittime della deportazione nazifascista del Quadraro avvenuta il 17 aprile 1944: il cittadino del quartiere Sisto Quaranta, deceduto da qualche mese e conosciuto personalmente dall’artista, che ha voluto dedicare questo omaggio a tutti gli abitanti del quartiere che furono vittime di quell’episodio crudele e traumatico della nostra Storia.

Anche in questo caso quindi David Diavù Vecchiato, insieme all’Associazione MURo, stava realizzando un progetto artistico con l’intento, ancora una volta, di dare prestigio al Quadraro ed alle persone che ci vivono, attraverso la valorizzazione della Storia del quartiere e al recupero delle memorie del territorio. E questa volta su mandato istituzionale.

Giunti a questo punto noi associati prendiamo atto del clima sfavorevole che si è venuto a creare e riteniamo che sia diventato pericoloso proseguire con il nostro lavoro a causa delle gravissime aggressioni verbali e fisiche accadute lo scorso anno e, da ultimo il 10 aprile scorso, ai nostri associati e all’artista Diavù.

Riteniamo infatti che dal momento che non vi è più la necessaria serenità, tranquillità e soprattutto sicurezza per poter proseguire con altre iniziative, sia necessario ed urgente prendere provvedimenti sperando siano utili ad interrompere queste aggressioni che ogni volta diventano sempre più gravi e preoccupanti.

Abbiamo infatti il fondato timore che questi spiacevoli episodi di violenza si possano ripetere nel tempo con ben altre e più gravi conseguenze.

Comunichiamo quindi l’immediata interruzione di tutte le opere d’arte realizzate a titolo gratuito nel quartiere. Non dipingeremo pertanto più murales al Quadraro Vecchio finché non riterremo il pericolo completamente rientrato.

Nel frattempo invitiamo ufficialmente tutte le Associazioni e le altre organizzazioni che periodicamente realizzano Street Art Tour nell’area del Quadraro di prestare molta attenzione alla propria incolumità poiché riteniamo attuale il pericolo di potenziali aggressioni anche nei loro confronti.

Consapevoli che l’interruzione della nostra attività artistica rappresenta una vittoria per l’aggressore, ottenuta attraverso una feroce violenza finora rimasta impunita, riteniamo che la sconfitta non sia solo nostra, ma dell’intero quartiere.

Certi dell’ottimo lavoro che è stato fatto dal M.U.Ro. e di quello che si potrebbe ancora fare, ma anche consci della profonda cicatrice che l’incivile comportamento di questo individuo sta lasciando a tutta l’Associazione, per tutelare noi e le nostre famiglie non possiamo far altro che chiudere qui quest’esperienza di 8 anni, augurando al Quadraro di mantenersi un quartiere sempre più fiero della propria identità.

Quel “quartiere che non abbozza” che di violenza e soprusi nella propria Storia dovrebbe averne visti abbastanza.

* i 32 artisti, oltre Diavù, che hanno realizzato opere di Urban Art nell’area del Quadraro e di Torpignattara dal 2011 ad oggi per il MURo Museo di Urban Art di Roma sono: Jim Avignon (Germania), Nicola Alessandrini (Italia), Gary Baseman (USA), Marco About Bevivino (Italia), Zelda Bomba (Francia), Fin Dac (UK), Dilkabear (Kazakistan), Alberto Corradi (Italia), El Niño De Las Pinturas (Spagna), Ron English (USA), Camilla Falsini (Italia), Malo Farfan (Messico), Massimo Giacon (Italia), Veks Van Hillik (Francia), L7M (Brasile), Lucamaleonte (Italia), Maupal (Italia), Buff Monster (USA), Omino 71 (Italia), Alice Pasquini (Italia), Paolo Petrangeli (Italia), Gio Pistone (Italia), Irene Rinaldi (Italia), Alessandro Sardella (Italia), Beau Stanton (USA), Mr. Never Satisfied (USA), MR. Thoms (Italia), Daniele Tozzi (Italia), Nicola Verlato (Italia/USA), Julieta XLF (Spagna), Raoul XLF (Spagna), Zio Ziegler (USA).

Da parte mia, piena solidarietà ai ragazzi del MURo e l’invito a tenere duro e non arrendersi: capisco bene la rabbia e lo scoramento, la voglia di mandare tutti al diavolo, ma non si può darla vinta a chi antepone il proprio egoismo al bene comune…

Perché il MURo è un modello per tutti noi, insegnandoci come l’Utopia non è un sogno impossibile, ma un obiettivo concreto.

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