Gravastar

Black_Hole_Milkyway

Può sembrare strano, ma i buchi neri, nonostante le evidenze concrete della loro esistenza, basate sull’interazione con le stelle vicine, dal punto di vista teorico hanno una paio di motivi, anche fondati, che li rendono alquanto indigesti a qualche fisico. Il primo è la questione della singolarità: nei buchi neri classici (previsti dalla relatività generale) tutta la materia è concentrata in un punto (singolarità) di densità infinita, per cui si crea una regione dello spazio tempo in cui la teoria del buon vecchio Einstein cessa di
funzionare.

Il secondo è legato alla memoria del caro Hawking, il quale aveva scoperto di come i buchi neri “evaporassero” molto lentamente fino a scomparire del tutto, emettendo radiazione a cui era stato dato il suo nome.

Vabbè, cosa interessante a sapersi, ma che problema pone ? Il paradosso legato al fatto che un buco nero, il quale contiene al suo interno un’enorme quantità di informazioni, scompaia emettendo qualcosa che ne è privo

Di conseguenza, durante l’evaporazione del buco nero, le informazioni contenute in esso svaniscono nel nulla,violando il principio dell’unitarietà della Meccanica Quantistica, il quale prevede che l’informazione non può essere distrutta.

Le persone normali se ne farebbero una ragione, ma ahimè, i fisici non appartengono a questa categoria, per cui, qualcuno di loro si è inventato il concetto di gravastar, una cosa che si comporta come un buco nero, ma che non lo è, evitando i precedenti paradossi.

Per cui, in forme lievemente differenti, hanno ipotizzato come il collasso gravitazionale, invece di concludersi nella singolarità, a un certo sia compensato da effetti quantistici repulsivi come la polarizzazione del vuoto: il che produrrebbe un equilibrio capace di impedire la formazione di un orizzonte degli eventi.

Avremmo così una gravastar, una stella nera: non un oggetto a densità infinita, ma una bolla sferica di vuoto carico di energia oscura, racchiusa da un guscio di materia iperdensa. All’interno della stella nera, la temperatura della stella cresce al diminuire della distanza dal centro del corpo celeste. Infine, una stella nera emette una radiazione analoga a quella di Hawking, ma a differenza della radiazione di Hawking, la
radiazione delle stelle nere trasporta informazione e dunque il principio di unitarietà non sarebbe violato.

Per cui tutto risolto ? Mica tanto, dato che questa teoria si deve scontrare con due grossi scogli: il primo è il rasoio dì Ockam,

Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem

non moltiplicare gli enti inutili o in concreto, non vi è motivo per complicare ciò che è semplice… E con tutti i loro difetti, i buchi neri sono assai più semplici di oggetti cosmici con il medesimo comportamento, ma con caratteristiche assai più esotiche, che non presenta nessun vantaggio esplicativo

Il secondo, è che non tutte le ipotesi teoriche di gravità quantistica permettono l’esistenza di una gravastar… Per cui, a priori, la loro esistenza potrebbe essere solo frutto di un ragionamento sbagliato.

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