Un Marziano da Fassi

Andrea Fassi, diciamola tutta, è un uomo da grandi virtù: è un gran artigiano del gelato, è paziente con il sottoscritto, che è stato alquanto felice del ritorno della malaga, uno dei suoi gusti preferiti e soprattutto, ama in maniera sviscerata la sua casa, l’Esquilino.

Amore che lo fa arrabbiare dinanzi a chi parla a sproposito del nostro rione e che dinanzi alle sue tante contraddizioni e storture, gli fa rimboccare le mani per cercare di risolverle, piuttosto che piagnucolare come tanti sui social media.

E Andrea lo sta facendo in tanti modi… Quelli che conosco meglio, per la mia gola e per la mia curiosità intellettuale sono due: i tanti eventi che promuovono le eccellenze, anche gastronomiche, dell’Esquilino e l’avere trasformato la Sala Giuseppina in una laboratorio culturale, sede di dibattiti e fucina di idee.

Laboratorio che venerdì 1 giugno sarà sede della presentazione dell’ultimo parto dei nostri amici di Edizione Galeone: “De core. Il marziano è vivo e lotta insieme a noi“ un’antologia di otto fumetti inediti realizzata da Eltilf Pep, Croma (Claudia Romagnoli), Jump (Gianpiero Giorgio), Nigra Pica ( Nicola Graziano Pica), Marco Bevivino, Aladin Hussain Al Baraduni, Marta Bianchi, Andromalis, Mauro Sgarbi, Enrico Astolfi, Er Pinto, Yest.

Raccolta che è la rivisitazione di un racconto tanto affascinante, quanto incompreso, “Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano.

A differenza da quanto raccontato dallo scrittore abruzzese nel 1954 l’ aeronave di “De Core” non atterra a Villa Borghese, ma viene abbattuta, in un quartiere periferico, al grido “Io li odio i negri dello spazio”. Il marziano è dato per disperso, ma nessuno lo cerca. Non interessa

E così alcuni tra i migliori street artist romani colgono l’occasione per narrare il suo viaggio, quasi dantesco, in una Roma periferica e marginale…. Un fumetto militante, quindi, nel senso più puro e profondo: non fa propaganda per l’una o l’altra parte politica, ma proclama con forza la convinzione che la Parola e l’Immagine non siano note a margine e orpelli, ma strumenti per dare forma al Reale. Ogni vignetta, ogni nuvola del fumetto ci ricorda, mostrando la miseria del nostro quotidiano, come l’Utopia non sia un sogno lontano, ma il motore di ogni cambiamento.

Va bene, tutto interessante, potreste commentare, ma in fondo a me che abito a Piazza Vittorio, di Tor Sapienza, di Centocelle, di Primavalle che me frega ?

Mica è il solito discorso che fanno i radical chic con la puzzetta sotto al naso, quando dicono

“No, l’Esquilino non è mica la periferia del Centro Storico…”.

Ci frega per due motivi. Il primo, assai banale, è che chi ha ispirato in maniera diretta il Marziano di Flaiano e quindi quello de l’Edizione Galeone è uno dei tanti, strambi tizi che hanno bazzicato il nostro rione… Il buon vecchio re Faruk d’Egitto, prima coccolato, poi dimenticato dalla Dolce Vita di una Roma che con tutti i suoi anni sul groppone, tutto ha visto e tutto digerisce.

Il secondo è che sia l’Esquilino, sia le periferie romane, sono in modo differente, laboratori della città del futuro, in cui si sta andando oltre il Cyberpunk e in ogni giorno si combatte una battaglia contro i mostri generati dalle paure che il Potere, qualsiasi sia la sua forma alimenta, per renderci docili sudditi, invece che cittadini consapevoli.

Come dice bene Red Babble nella postfazione al fumetto

Il Galeone, con De Core – Il marziano è vivo e lotta insieme a noi fa proprio questo: affila le punte delle frecce e prende bene la mira, dritta verso un punto di vitale importanza nello schieramento antagonista. Prende un medium-arma tra i più potenti a nostra disposizione e lo usa contro uno degli alfieri più infidi dell’avversario: il generale Diverso. Quel bastardo che suggerì quanto tutto sarebbe stato più facile se si fosse considerato il diverso alieno, e l’alieno pericoloso, strano, brutto. Al meglio, un fenomeno da baraccone

De Core è quindi qualcosa in più di un invito alla battaglia: è il tafano di Socrate, la sentinella dell’Alba, colui che ci ricorda come l’Immaginazione, l’Arte, la Bellezza, la Curiosità, l’Ironia e la Tolleranza siano le armi principali che abbiamo in questa battaglia… Per questo dobbiamo impedire con le unghie e con i denti che si siano tolte

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