Lineare A e Lineare B

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Sotto molti aspetti, è interessante confrontare il corpus di iscrizioni tra la lineare B e la lineare A, per riflettere sul diverso rapporto con la scrittura tra Micenei e Minoici.

Riguardo alla Lineare B, si possiedono circa 6000 iscrizioni, il 98% delle quali incise su documenti d’archivio in argilla: tavolette, a forma di pagina o di foglia, etichette e cretule di vario tipo. Le rimanenti sono dipinte su vasi in terracotta, per lo più grosse “anfore a staffa” in ceramica grezza, destinate al commercio dell’olio e del vino. A queste si aggiungono un’iscrizione su un sigillo in avorio e una su un possibile peso in pietra. Dubbi sono stati sollevati sulle circostanze di ritrovamento di un ciottolo di pietra a Kafkania presso Olimpia e di un sigillo in ambra a Bernstorf presso Monaco di Baviera.

Le iscrizioni su documenti d’archivio registrano transazioni di natura economica (censimenti, entrate e uscite). Le tavolette a forma di pagina e a forma di foglia contengono rispettivamente registrazioni di tipo consuntivo e di tipo preliminare. Le etichette portano sul verso l’impronta di un contenitore (in genere quella di un canestro di vimini). I brevi testi presenti sul recto si riferiscono al contenuto delle tavolette archiviate nei contenitori. Le cretule, presentano quasi sempre un’impronta di sigillo e brevi testi relativi alla transazione certificata dal sigillo. Le iscrizioni sulle “anfore a staffa”, infine, si riferiscono a luoghi e individui verosimilmente coinvolti nella produzione delle derrate contenute nei vasi. È probabile, dunque, che anche le iscrizioni sulle “anfore a staffa” fossero di natura economico-amministrativa.

Per lo più, tavolette, etichette, cretule e “anfore a staffa” sono venute alla luce nei palazzi. Quando provengono da edifici esterni ai palazzi, il contenuto dei testi e in qualche caso le relazioni esistenti fra questi e i testi rinvenuti nei palazzi inducono a identificare tali edifici come annessi palaziali. Non sembra, dunque, che sia mai esistita una contabilità di tipo “privato” in lineare B.

Passando invece alla Lineare A, il numero delle iscrizioni disponibile è assai minore, circa 1500, ma la distribuzione dei supporti è assai differente: benché vi sia sempre una prevalenza dell’argilla, dipendente anche dalla sua maggiore resistenza agli effetti del Tempo, il 90% sono incise su documenti d’archivio incisi su tale supporto(tavolette, barre a sezione triangolare, rondelle e cretule sigillate di vario tipo), le rimanenti sono incise su vasi di pietra o d’argilla, su spille ed anelli d’oro e d’argento, su oggetti in pietra, metallo, terracotta ed avorio o su supporti architettonici in pietra o in stucco. In qualche caso le iscrizioni sui vasi d’argilla sono dipinte.

I documenti d’archivio registrano transazioni di natura economica (entrate e uscite di derrate dai magazzini). Le iscrizioni sui vasi di pietra (le cosiddette “tavole di libazione”) provengono per lo più da santuari e sono caratterizzate da una forte ripetitività formulare, simile a quella dei nostri ex voto. Lo stesso vale probabilmente anche per le iscrizioni apposte su vasi d’argilla, figurine in terracotta e oggetti in metallo provenienti da contesti di tipo cultuale o funerario. È anche possibile che alcune di queste fossero iscrizioni di tipo “privato”. Le iscrizioni su vasi d’argilla destinati all’immagazzinamento delle derrate, infine, avevano probabilmente una funzione di tipo economico, così come risulta dal fatto che in esse sono occasionalmente attestati anche logogrammi e cifre.

A prima vista, verrebbe da applicare l’antico detto del

“Se non è zuppa, è pan bagnato”

Però, se approfondiamo l’analisi, qualche differenza salta agli occhi. Per prima cosa, le tavolette in Lineare A contengono mediamente assai meno segni di quelle in Lineare B e danno l’impressione, piuttosto che essere dei documenti contabili complessi, di limitarsi alla semplice registrazione di entrate o uscite di derrate. In più, i segni sono incisi in maniera rapida e non sempre accurata, al contrario delle tavolette in lineare B; per molti di questi,  infatti, vi è una differenza considerevole fra la loro forma su una tavoletta e quella sui documenti di carattere non economico.

Tra l’altro, se confrontassimo i segni comuni presenti nelle due tipologie di scrittura, salta all’occhio come quelli della lineare B assomiglino molto più alla variante che compare sulle tavole di libagione in lineare A, piuttosto che ai segni incisi sulle tavolette d’argilla. Questa stranezza si spiega probabilmente con il fatto che i Micenei, al momento di creare la loro scrittura, ai tempi della tavoletta di Iklania, partendo dai segni della lineare A, non abbiano preso come modello le iscrizioni su argilla, che rimanevano chiuse negli archivi palaziali, bensì quelle su documenti deperibili come la pergamena, dove i segni erano dipinti e tracciati in una sorta di “calligrafia”, trattandosi di documenti di una certa importanza.

E’ probabile che, in occasione di incontri diplomatici, commerciali o matrimoni dinastici, i Micenei fossero venuti a contatto con documenti di questo tipo. Diversa, però, sembra essere stata la scelta dei Micenei rispetto ai supporti. Infatti, l’argilla, usata dai Minoici solo per documenti di natura provvisoria, che annotano scarsissime informazioni di basso valore economico, diventa per i Micenei il principale supporto scrittorio.

A supporto di tale ipotesi, possiamo prendere in considerazione il numero di documenti con impronte di sigillo, come i noduli a base piatta, che certamente hanno sigillato documenti di tipo deperibile e i noduli pendenti che verosimilmente potrebbero aver sigillato documenti deperibili. Anche in questo caso, la differenza è notevole: il rapporto fra tavolette e documenti sigillati è di 1:7 per la lineare A ad Haghia Triada, mentre è di 5:1 per la lineare B a Cnosso e di 6:1 a Pilo.

Per cui è possibile che a Creta la scrittura avesse un ruolo diverso e più ampio rispetto alla Grecia continentale, ossia non fungeva solo da supporto all’amministrazione burocratica dei palazzi. Altro dato interessante e correlato al precedente, risulta dall’analisi della grafia dei testi in Lineare A: da una parte, abbiamo un numero alto di scribi in rapporto ai testi rispetto al mondo miceneo, dall’altra come questi non fossero inquadrabili in “uffici” o “accademie”.

Di conseguenza, la società minoica era probabilmente assai più alfabetizzata di quella micenea e il leggere e scrivere non erano un’esclusiva di una classe ristretta di burocrati, ma di uso ben più comune e vario.

E’ interessante notare come nella Room of the Chariot Tablets a Cnosso, che coincide con la prima fase dell’integrazione del mondo minoico in quelli miceneo, compresa nella seconda metà del XV sec. a.C. (transizione dal TM II al TM IIIA), oltre a essere presenti tra le più antiche tavolette in Lineare B, vi sono anche retule “a base piatta” di tipo minoico, associate alla presenza di pergamene e papiri.

Molti studiosi intepretano tale coesistenza come una testimonianza di come i Micenei, in periodi e spazi limitati, potessero usare supporti differenti per la scrittura. Negli ultimi tempi, però, sta prendendo piede l’idea che possano invece essere testimonianza di una sorta di blinguismo, con l’utilizzo dlela Lineare B su tavolette per la contabilità amministrativa e della Lineare A su altri supporti, per annalistica o altre tematiche.

3 pensieri su “Lineare A e Lineare B

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