Il ritorno del murale di Gaetano

gaetano

Chi mi conosce e ha la pazienza di seguire il mio blog, sa che da almeno un paio di mesi, da quando a febbraio ci fu l’atto di vandalismo nei confronti del murale dedicato a Gaetano, sono in prima linea nel seguire le vicende di via Giolitti 225: dalla raccolta fondi per rifare da capo l’opera, all’impegno affinché il Municipio si decidesse a riparare il portico, che sembrava essere pericolante, i cui lavori sembrano essere, tranne una lampada al neon abbandonata a se stessa, conclusi.

E come sempre, c’è chi commenta il tutto con un

“Ma chi te lo fa fare… Tanto non ti dice grazie nessuno”.

Tutto giusto, senza dubbio… Nessuno mi ha mai applaudito, per le tante cose che ho fatto nella vita e, a una certa età, si comincia ad avere la saggezza di non farci più caso.

Solo che sono stato educato seguendo un versetto del libro di Giobbe

Militia est vita hominis super terram, et sicut dies mercenarii dies eius

Che vivere è saper combattere buone battaglie, perché, come mi ripeteva un mio vecchio maestro, che fingevo di non acoltare

L’uomo, dunque, è un viator, un pellegrino, un viandante, che non ha quaggiù la meta finale del suo viaggio, ma nella dimensione dell’eterno; ed è, nello stesso tempo, un miles, uno che deve saper combattere, perché il bene non è scontato, né facile, anzi il male appare assai più facile e, per certi aspetti, appetibile, e quindi egli deve sempre tenersi pronto a combattere. Non esiste la possibilità di rimanere neutrali nella grande battaglia; nessuno può permettersi il lusso di stare a guardare: ciascuno deve fare una scelta, combattere o non combattere, e da che parte schierarsi. Non scegliere equivale a scegliere male, a lasciarsi trasportare dalle cose; e chi si lascia trasportare ha già fatto la sua scelta, ossia la scelta peggiore.

Combattere non solo contro qualcosa, contro il caos che mi ci minaccia ogni giorno, ma soprattutto per costruire, che possa rimanere ed essere di stimolo, per l’azione e la riflessione, agli altri.

E’ via Giolitti, sotto questi aspetti, è stato un piccolo campo di battaglia: contro le Istituzioni, a volte troppo sorde e distratte nei confronti dei cittadini, delle loro richieste ed esigenze e per ribadire con forza il coraggio di incentrare la nostra vita sulla solidarietà, la collaborazione e la partecipazione dal basso.

E che l’Arte non è decorazione rassicurante, ma fiamma che brucia, tigna che corrode le nostre certezze, specchio che mostra le nostre inadeguatezze, che sfida coloro che vorrebbero spegnerla, incapaci di rimettersi in discussione.

Per celebrare tutto questo, il 2 e 3 maggio, Mauro Sgarbi, se Giove Pluvio è favorevole, rifarà il murale distrutto, continuando poi la decorazione del Portico… Che possa essere un segnale di buon auspicio, per il dare il la, per una riqualificazione seria, efficace e partecipata di Via Giolitti…

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