Street Art, leggi e regolamenti

Gae15

Come è tradizione, appena all’Esquilino si realizza un intervento di street art, c’è una ridotta minoranza di artisti e intellettuali, o presunti tali, che si inalbera. Questo perchè o considerano una qualsiasi intervento per rendere più umano e vivibile il nostro Rione come un atto di lesa maestà, oppure perché vedono invaso quello che nella loro mente, è il loro privato territorio tribale.

Anche stavolta, non hanno perso l’occasione di tacere: così hanno ritirato fuori il loro solito cavallo di battaglia, la mancanza di autorizzazioni e permessi, che renderebbe il tutto illegali. Ahimé, come spesso avviene a Piazza Vittorio, chi meno sa, più strepita, mi tocca fare loro un piccolo ripasso sulle regole attuali relative alla street art.

Prima cosa, dipingere un muro, anche senza permesso, non costituisce reato, come affermato da qualche pittore esquilino: il 5 aprile 2016 la Corte di Cassazione, esaminando il caso Manu Invisibile, street artist sardo che nel giugno 2011 era stato accusato di reato di imbrattamento ex art. 639 del codice penale, per aver realizzato in un sottopassaggio della ferrovia a Milano Lambrate una rappresentazione dei Navigli di notte, ha rigettato il ricorso della Procura di Milano sulla sua assoluzione.

Quindi, posso dipingere dove mi pare e piace ? Assolutamente no, perché, se sono eliminate le sanzioni penali, rimangono sempre quelle amministrative. Per cui, sempre secondo gli ultimi orientamenti della giurisprudenza, servono, per realizzare in santa pace un murale:

  1. Il permesso del proprietario del muro, sia questo un privato o un ente pubblico. In particolare nel caso di condomini, il permesso può essere fornito o tramite delibera dell’assemblea o tramita dichiarazione dell’amministratore. Nel caso di muri di proprietà pubblica, vige la regola del silenzio assenso: se io faccio una richiesta all’ente preposto e questo non mi risponde entro novanta giorni, de facto sono autorizzato a dipingere.
  2. L’eventuale permesso di un eventuale ufficio delegato ad autorizzare la street art. Purtroppo, a Roma, benché se ne parli almeno dal 2014, non esiste nessun regolamento sul tema, per cui tale permesso non può essere considerato vincolante, visto che nessuno ha la delega per concederlo o negarlo.
  3.  Nel caso di edifici vincolati, l’autorizzazione della Sovraintendenza, cosa buona e giusta, per impedire che qualcuno prenda strane iniziative sul Colosseo o San Pietro.

Ora, nel caso specifico, per via Giolitti 225, il ballatoio non è soggetto a nessun vincolo storico e architettonico e vi l’autorizzazione da parte dell’amministratore di condominio, per cui i precedenti requisiti sono soddisfatti. Lo stesso, date le modifiche alla facciata dell’ex caserma Sani, che hanno fatto decadere il vincolo, vale per il Nuovo Mercato Esquilino, in cui vi è il permesso sia del Co.Ri.Me, sia del dipartimento commercio, a cui fa rifermento l’edificio.

Per fare un ulteriore esempio: se io volessi realizzare un murale a Via Cappellini, dovrei scrivere al I Municipio: se non avessi un motivato rifiuto entro i 90 giorni, potrei legalmente dipingere senza alcun problema.

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