Metafore

Apollo

Qualche giorno fa, sulla pagina della nostra sindaca, è apparso questo post, che riguarda l’Esquilino e via Giolitti

È iniziata la bonifica dell’amianto nell’ex cinema Apollo di Roma, lo storico edificio nel quartiere multietnico dell’Esquilino a due passi dalla stazione Termini.

Si tratta della prima fase dei lavori. I benefici dell’intervento saranno visibili fin da subito: l’amianto presente sul tetto dell’edificio verrà incapsulato ed eliminato. Una volta messa in sicurezza la parte esterna, si passerà all’interno dell’edificio dove saranno sigillate porte e finestre in modo da impedire qualunque fuoriuscita all’esterno di materiali contaminati e nocivi per la salute. Poi si procederà ai lavori di impermeabilizzazione dei muri che presentano intonaco ammalorato.

Tutto ciò consentirà la riapertura ai cittadini di parte del marciapiede di via Giolitti, che era stato chiuso nel tratto che costeggia i binari del tram.

Voglio ringraziare il Dipartimento Simu, che sta portando avanti i lavori, l’assessore ai Lavori Pubblici Margherita Gatta e i Consiglieri capitolini del Movimento 5 Stelle Alessandra Agnello, presidente della Commissione Lavori Pubblici, Eleonora Guadagno Presidente della Commissione Cultura e Marco Terranova, Presidente della Commissione Bilancio, che hanno lavorato a questo progetto

Post che un esempio concreto del perché i Cinque Stelle sono praticamente collassati a Roma: da una parte per l’uso spregiudicato della doppia verità, il Comune si prende i meriti di una cosa che ha fatto malincuore, ricordiamo che per mesi ha tentato di negare il problema, sospinto dalla protesta dei cittadini, che magari può incantare chi abita fuori dal Grande Raccordo Anulare, ma non chi ha vissuto il problema sulla sua pelle e che certo non è propenso a votare chi lo prende regolarmente in giro.

Dall’altra la totale mancanza di progettualità e di un’idea su come sviluppare la città. Ci si limita a sigillare il tutto, senza presentare uno straccio di idea su cosa fare di una struttura pagata nel 2001 a peso d’oro da parte del Campidoglio, in attesa di un improvviso miracoli, di un crollo risolutivo o della possibilità di svendere il tutto al primo speculatore di passaggio.

E pensare che di idee, da parte dei cittadini, che se sono a iosa. Provo a elencarne le più gettonate: la Casa del Cinema multietnico, il laboratorio museo della street art, ricollegandosi ai progetti in corso nel Rione, il museo urbano della storia dell’Esquilino, per descriverne le mutazioni nel tempo, proposta che chissà perché, sta particolarmente sulle scatole a Roma fa Schifo.

Ma invece di aprire un tavolo di lavoro e valutare quale di queste siano effettivamente praticabili, il Comune preferisce fare orecchie da mercante…

Sempre parlando di via Giolitti, si è scatenata una polemica infernale sul giallo con cui un commerciante del 225 ha colorato il muro; ora premesso che io trovo quel colore orrido, quel portico ha un problema assai più grave. I lavori fatti in fretta e furia dal Municipio, per mettere una pezza a una situazione di emergenza, sono stati fatti talmente da schifo che le perdite d’acqua sono tornate e in pochi mesi riporteranno tutto da capo a dodici.

Per cui le anime belle che passano il tempo a strapparsi le vesti per l’intonaco giallo, dovrebbero invece concentrarsi sul problema serio: altrimenti, possono essere paragonati a chi, mentre affondava il Titanic, protestava per la qualità della musica suonata dall’orchestra di bordo

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