Il prossimo romanzo

claudio

 

Diciamola tutta, dal punto di vista della narrativa, ho passato un paio di anni complicati: non ho avuto testa e tempo per scrivere, tranne qualche racconto steampunk per il buon Roberto Cera, dalla pazienza encomiabile e, lo confesso senza problemi, avevo perso parecchi stimoli: per il lavoro che faccio, robot, IA e computer quantistici sono cose che devo vendere per raggiungere gli obiettivi di quarter e mantenere a un livello dignitoso la parte variabile del mio stipendio, cosa che, ne converrete tutti, non che aumenti molto il loro fascino, rendendoli fonte di ispirazione.

Tutto è cambiato, in questi mesi, grazie a Davide del Popolo Riolo; come sapete, Davide, che ha scritto in questi anni tanti bei racconti e romanzi, ha esordito con De Bello Alieno, mi raccomando, leggetelo, un romanzo, che, scherzando, si può definire peplumpunk, in cui Caio Giulio Cesare, il geniale scienziato e imprenditore che, costretto da Silla ad abbandonare la carriera politica e militare, ha dedicato tutto il suo ingegno alla scienza e alla sua applicazione tecnica… La sua intelligenza e le sue invenzioni salveranno l’Urbe dall’invasione di feroci alieni.

Davide ha creato un universo narrativo tanto ampio, quanto affascinate: l’ho sempre pregato di continuare a raccontare le storie dei suoi personaggio, ma, giustamente, ha preferito dedicarsi ad altri progetti, che ritiene più stimolanti e i fatti gli stanno dando ragione. Lo scorso agosto, mentre ci riposavamo durante la visita dei Mercati Traianei, per scherzare, abbiamo cominciato a fantasticare sui possibili seguiti del suo romanzo e secondo me, sono venute fuori parecchie idee carine.

Idee che mi sono rimaste nel retrocranio, finché non mi è stato chiesto di partecipare a un’antologia steampunk. Con il permesso di Davide, ho cominciato a lavorarci sopra: così non ho scritto un seguito di De Bello Alieno, non me ne sentivo all’altezza e soprattutto non ho perso la speranza che possa farlo lui, ma un romanzo ambientato nello stesso universo narrativo, ma in un luogo e in tempo differente.

Da una parte, sono stato ispirato da una serie di libri straordinari, come ad esempio la raccolta di pettegolezzi di Svetonio, il Satyricon o quello straordinario capolavoro che è Io Claudio di Graves, il cui incipit

Io, Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico eccetera eccetera (perché non voglio infastidirvi enumerando tutti i miei nomi), che ero una volta, e non molto tempo addietro, noto a parenti e amici e conoscenti sotto gli appellativi di Claudio l’Idiota, o quel Claudio, o Claudio il Balbuziente, o Cla-Cla-Claudio, o nel migliore dei casi Povero Zio Claudio, mi accingo a narrare la strana storia della mia vita

che è stato una sorta di mantra e di linea guida, mentre buttavo giù le sue avventure… Dall’altra… Diciamola tutta… A scuola ci danno un’immagina parecchio edulcorata degli antichi romani: in realtà, dall’ultimo plebeo al più nobile dei senatori, non avrebbero sfigurato ne Il Trono di Spade. Erano superstiziosi, feroci, cialtroni: insomma tizi difficili da sopportare, nella vita quotidiano, ma di cui è divertente scrivere.

Di conseguenza, quando uscirà il nuovo romanzo, spero che vi divertiate a leggerlo la metà di quanto l’abbia fatto io, nello scriverlo.

Un pensiero su “Il prossimo romanzo

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