Milanolatria

Milano

Per anni, Roma fa Schifo è stata accusata di non sapere andare oltre la denuncia e di non sapere proporre soluzioni concrete ai problemi che evidenzia. Accusa che in fondo, non è neppure così campata in aria: il problema è che anima questo blog, laureato in Scienze delle Comunicazioni, spesso e volentieri non ha le competenze per affrontare problemi e tematiche assai complesse anche per gli addetti ai lavori.

Per uscire da questo impasse, sul blog hanno applicato una strana variante della legge di Grossman

I problemi complessi hanno soluzioni semplici, facili da comprendere e sbagliate

riconducibile a

A Milano c’è una soluzione per qualsiasi problema di Roma

Ora senza dubbio la città meneghina può essere un esempio per tante cose, ma la milanolatria di Roma fa schifo è ahimé figlia dell’ignoranza, perché chi vi scrive non conosce né i tanti problemi della città dei Navigli, che ci sono, pur differenti di quelli capitolini, né il fatto che le due città abbiano avuto, nel secondo dopoguerra, abbiano avuto due percorsi urbanistici e sociali ben differente.

E questa ignoranza, spesso capziosa, fa spesso cadere nel ridicolo chi cura tale blog. Cito due degli ultimi casi, la questione incidenti stradali e quella turisti.

La prima è parte dalla notizia che il Comune di Milano, sia per fare cassa, sia per ridurre la velocità con cui gli automobilisti percorrono tratti stradali ad alta percentuale di incidenti, ha deciso di posizionare una decina di autovelox in città.

Roma fa Schifo ha fatto uno dei suoi soliti post, per invitare il Campidoglio a fare altrettanto, partendo dall’assunto che il traffico romano, in termini di incidenti mortali, sia più pericoloso di quello meneghino.

Assunto che non potrebbe essere neppure così peregrino, dato rispetto a Milano a Roma circolano più veicoli, che l’area urbana capitolina è assai più estesa, quindi trascorrendo più tempo in strada l’automobilista ha più possibilità di subire un incidente, che vi è più traffico pendolare diretto verso l’Urbe e che le nostre strade facciano, in termini di manutenzione, assai più schifo.

Però, vediamo che dice la sana, vecchia matematica, materia in cui Massimiliano Tonelli sembra avere qualche difficoltà. Partiamo dal definire le grandezze in gioco ossia il flusso veicolare, il numero dei veicoli che passa, in una determinata sezione stradale, durante un intervallo di tempo, pari a (x*PA)/T ossia una quota percentuale del parco auto divisa per il tempo e il flusso incidentale, una grandezza analoga, in cui però si considerano il numero di incidenti che avvengono in una una determinata sezione stradale, durante un intervallo di tempo NA/T. In entrambi i casi, per non uscire scemi, consideriamo la sezione stradale coincidente con tutte le strade cittadine.

Dividendo il flusso incidentale per il flusso veicolare, otteniamo

(NA/PA)*(T/T)*y= (NA/PA)* y

dove y=1/x. Facendo una media tra i dati forniti dai vari osservatori sul traffico, abbiamo come y sia pari a 1,25 a Milano e 1,21 a Roma. Ora consideriamo i numeri reali: a Milano abbiamo, dati Istat 2017, 53 morti e 11.123 feriti in 8.559 incidenti a fronte di 924.000 veicoli circolanti, dato ottenuto da Comuni Italiani e con 511 auto ogni 1000 abitanti.

A Roma, invece, dalle stesse fonti abbiamo 107 morti, 7083 feriti e 22685 incidenti a fronte di 2.433.330 veicoli circolanti e 612 auto ogni mille abitanti. Definiamo tre grandezze di paragone: tasso di sinistro, rapporto tra flusso incidentale e flusso veicolare, tasso di mortalità, rapporto tra flusso di incidenti mortali e flusso di incidentale, e tasso di danno, il rapporto tra la somma dei flussi di incidenti mortali e con feriti e il flussi incidentale.

A Milano abbiamo un tasso di sinistro approssimabile all’1%, tasso di mortalità 0,62%, tasso di danno 13%. A Roma, invece, si ha un tasso di sinistro approssimabile all’1%, tasso di mortalità pari al 0,47%, tasso di danno pari al 3%.

Per cui, se le capacità di guida di automoblisti romani e capitolini sono pressochè equivalenti, la viabilità meneghina risulta essere mediamente più pericolosa; il che potrebbe essere connessa anche alle diverse condizioni di congestione del traffico, che si riflette nelle diverse velocità medie nell’ora di punta: a Milano pari a 19,7 Km/h, mentre a Roma 16,8 km/h

Di conseguenza, mettere più autovelox a Roma, se può fare contente le casse capitoline, significa intervenire su un non problema, evitando di affrontare il vero dramma della sicurezza stradale capitolina, ossia i pedoni investiti; tecnicamente, i dati per pianificare interventi strutturali atti a risolvere il problema, aree 30 con dossi o soluzioni di Smart City, sarebbero anche disponibili, ma qui si entrerebbe in altri discorsi.

La seconda grande topica di Roma fa Schifo è stata, corretta in corner, dopo avere preso un centinaio di pernacchioni, quella di avere di scambiato la classifica del Mastercard Global Destination Cities Index, che classifica le città per numero di turisti che utilizzano tale carta di credito, con il numero delle presenze.

Nella prima classifica, Milano surclassa Roma, nella seconda, che misura le teste reali e non lo spending, avviene il viceversa; per cui, per essere seri, Roma fa Schifo avrebbe dovuto fare una riflessione non sul numero di visitatori, ma sul loro spending.

Roma è indubbiamente meno attrattiva per un turismo ricco e di affari; ma per risolvere tale problema, sarebbe necessario un mutamento di sistemico di strategia economica, che va ben oltre le capacità e le possibilità di un’amministrazione comunale, qualsiasi sia il suo colore

Un pensiero su “Milanolatria

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